Non scaricate nell'oceano l'acqua radioattiva di Fukushima Daiichi — Greenpeace Japan

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Il Giappone è stato sottoposto a nuove pressioni per affrontare il problema dell'acqua contaminata prima che Tokyo ospitasse le Olimpiadi e le Paralimpiadi la prossima estate. E ora il timore è che questa scelta possa aggravare la situazione.

Ci sono altre possibili soluzioni?

Disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi.

L'11 marzo 2011, un terremoto di magnitudo 9 colpì il Giappone orientale.

"Da ciò, nel complesso della radioattività naturale, le emissioni derivanti dai test nucleari sono trascurabili nel complessivo della radioattività naturale, benché comportino un pericolo negli esatti luoghi delle esplosioni e dove sono localizzati i materiali contaminati".

Il Governo ottiene la fiducia al Senato
In totale quindi, escludendo Paragone e Richetti, i giallorossi in teoria possono contare su 168 senatori . Domani il governo si troverà a dover affrontare la prova del Senato , dove la partita è più aperta.

Oggi la Tepco (Tokyo Electric Power), gestore della centrale, si sta muovendo per arrivare al totale smantellamento dei reattori per chiudere definitivamente le attività. Il secondo di livello 7 secondo la classificazione INES. A ottobre la stessa azienda ha ammesso di avere sbagliato. Ma a settembre 2018 un ex operatore della centrale è morto per cancro. Soprattutto tra i più anziani.

Impossibile immagazzinarne ancora, impossibile smaltirla: l'acqua radioattiva finirà nell'Oceano Pacifico.

Questo liquido è proveniente dai condotti di raffreddamento dei reattori, ma non c'è più spazio per accumularne altro. L'unica soluzione è quella di buttarla in mare e farla così diluire nelle acque oceaniche.

Tali dichiarazioni hanno creato enorme sdegno all'interno dell'opinione pubblica giapponese, costringendo il ministro a precisare come le sue parole fossero frutto di opinioni personali e come la decisione finale sarà oggetto di discussione all'interno dello stesso governo giapponese. Che ancora è tutto da valutare. Il rischio che si corre, infatti, sarebbe di liquidare la faccenda in brevi sentenze quando andrebbero analizzati altri aspetti. E lo stoccaggio nei territori limitrofi che ormai sono privi di valore. E la salute umana? La più stringente, che è quella Europea, afferma che la quantità di radiazioni in un litro di acque oceaniche non deve superare i 70 decadimenti al secondo. A contatto con la pelle, non può superare la barriera dell'epidermide. Viene tuttavia considerato poco pericoloso per l'uomo, perché viene espulso rapidamente attraverso le urine e il sudore. Greenpeace Japan fa notare che "Il trizio ha un'emivita di 12,3 anni". Sembra assurdo confrontare un milione di tonnellate d'acqua col volume dell'intero oceano Pacifico.

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