Olio di soia spacciato per extravergine pugliese: nuova maxi-truffa sventata in Toscana

Adjust Comment Print

Olio di semi spacciato per extravergine d'oliva pugliese. Contestualmente, ad Impruneta e Castelfiorentino (Firenze) è stata notificata a 2 persone operanti nel settore alimentare, un'ordinanza di divieto temporaneo di esercitare l'attività imprenditoriale del commercio di prodotti alimentari per 6 mesi.

Una frode sull'olio tra la Toscana e la Puglia che è stata scoperta dal Nas di Firenze, con un'indagine che ha portato a due arresti e dieci persone indagate.

L'olio era prodotto in Puglia e veniva immesso nel circuito commerciale toscano in ristoranti, bar, panifici, venditori all'ingrosso di alimenti - dei quali undici compiacenti - nei cui confronti gli inquirenti procederanno separatamente.

Non scaricate nell'oceano l'acqua radioattiva di Fukushima Daiichi — Greenpeace Japan
Il rischio che si corre, infatti, sarebbe di liquidare la faccenda in brevi sentenze quando andrebbero analizzati altri aspetti. Viene tuttavia considerato poco pericoloso per l'uomo, perché viene espulso rapidamente attraverso le urine e il sudore.

Nel corso delle indagini, condotte nelle province di Barletta-Andria-Trani, Firenze, Foggia, Pescara, Pisa e Prato, e' stato documentato il flusso commerciale di circa 50 tonnellate di olio sofisticato e si è proceduto al sequestro di oltre 16 tonnellate, impedendone l'illecita immissione sul mercato e individuando, nel contempo, i depositi dove veniva temporaneamente stoccato. Si chiama 'Croce e Delizia' l'operazione dei Carabinieri del NAS di Firenze, coordinata dalla Procura di Firenze, che è scattata questa mattina 17 settembre con il supporto dei militari del NAS di Foggia e dei due comandi provinciali di Firenze e Foggia, presso Montespertoli (Firenze) e Cerignola (Foggia).

Un danno grave - sottolinea la Coldiretti - per i consumatori ed i produttori che stanno avviando la raccolta delle olive con una produzione nazionale di extravergine stimata nel 2019 in aumento dell'80% per un quantitativo di oltre 315 milioni di chili, dopo il crollo storico registrato lo scorso anno. Tra gli interventi più rilevanti eseguiti nel corso delle indagini c'è stata l'intercettazione ed il sequestro di un autocarro che trasportava 5 tonnellate e mezzo di olio modificato, in transito nel capoluogo toscano, destinato a rifornire un esercizio di ristorazione.

L'inchiesta vede coinvolti, a vario titolo, ulteriori 10 persone che operano nel settore, tra i quali 7 'prestanome' indagati in concorso nel reato per aver consentito l'utilizzo del marchio di società, a loro intestate, da parte dell'arrestato a Cerignola, che materialmente si occupava della sofisticazione e del confezionamento in lattine e bottiglie.

Comments