Governo, c'è un accordo segreto tra Renzi, Conte e la Boschi? Clamoroso

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Appena il Pd si è impantanato fino al collo nella nuova avventura (a nomina dei sottosegretari avvenuta), Matteo Renzi ha dato il benservito alla Ditta di bersaniana memoria annunciando la formazione di gruppi parlamentari autonomi e una nuova Leopolda che sancirà la nascita del suo Partito. E in Italia con Conte. "Da tempo il mondo dei popolari si sta chiedendo se non valga la pena di tornare nella politica attiva, c'è molto dibattito su questo", racconta. A chi si straccia le vesti per l'addio di Renzi sarebbe consigliabile di guardare alla tagliente ironia di Togliatti, uno che un po' di politica la masticava. È stato il segretario più divisivo e osteggiato in un partito dove il lancio delle freccette al leader è lo sport più praticato, ma anche il capo che ha portato il Pd, nelle fatali elezioni europee del 2014, al massimo del consenso, il 41%.

Dispiaciuto e anche preoccupato per le eventuali ripercussioni sul neonato Governo Conte bis, il segretario regionale del Partito Democratico Vittorino Facciolla. Smentisce una storia che ha portato a fondare il Pd, con l'evoluzione della sinistra di matrice socialista e democratico cristiana, con l'Ulivo e con il Pd che entra - con Renzi - nel Pse. Preoccupato perché le scissioni, le diaspore, gli allontanamenti non fanno bene, soprattutto in una fase politica come quella che si è aperta da qualche settimana.

Le valutazioni dell'ex premier sono ormai chiare e note: occupare lo spazio centrista, dare un 'padre' a quegli elettori che sono orfani di un'area moderata adeguatamente rappresentata.

L'addio di Matteo Renzi al Pd non è stato certo un colpo di sole come quello di Salvini l'8 agosto.

Camilla Fabbri (Pd): "Amareggiata, ma non incredula per la scelta di Renzi"
Il Pd nasce come un " partito all'americana, capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie". La Fabbri chiede a Renzi di spiegare le ragioni che l'hanno portato a questa scelta.

La delusione è un sentimento che accomuna in queste ore molti renziani.

Parlando del nuovo partito, Renzi ha dichiarato che "Italia Viva si caratterizza per la differenza culturale con il populismo di Salvini". I commenti sui social non vanno troppo per il sottile. "Nel rispetto delle posizioni individuali, chi ha aderito alla mozione Giachetti non ha aderito e non intende aderire a questa iniziativa", replicano però a nome dei renziani "puri" Ada Lucia De Cesaris e Francesco Caroli. Per l'ex sindacalista della Cgil siamo piuttosto di fronte "ad una sincera presa d'atto di una difficoltà di coesistenza tra anime diverse che in questi anni si è fatta più evidente".

Ultime ore a disposizione dei parlamentari dem per decidere se restare nel Pd o passare a Italia viva diMatteo Renzi. La ministra finita già nel tritacarne degli haker della rete, sia per l'abito a balze blu elettrico sfoggiato durante il giuramento al Colle che per il titolo di studio (terza media), si prepara a un nuovo attacco: "So bene che riceverò critiche, che deluderò qualcuno, che sto facendo la scelta meno comoda mettendomi in gioco".

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