Intervista di Bruno Vespa a una vittima di violenza: è polemica

Adjust Comment Print

No, il problema è che lei - come decine di milioni di uomini italiani - considera la "solidarietà" a una donna vittima di violenza come una sorta di paternalistica compassione, una specie di protettiva condiscendenza maschile, direi quasi virile, rispetto a un dolore fisico e intimo di cui nulla sa e nulla vuole sapere, e che tutto sommato non la riguarda e non CI riguarda. "Non è una pagina d'informazione degna del Servizio Pubblico".

"Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione Nazionale della Stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell'incredibile dichiarazione di oggi", scrive Vespa. Così Bruno Vespa replica alle critiche per l'intervista di martedì scorso alla vittima di violenza Lucia Panigalli.

"Nella lettera, l'avvocato Giacomo Forlani, legale della signora Lucia Panigalli, ringrazia Bruno Vespa 'per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano'".

Tragedia a Venezia: barca contro una diga, tre morti e un ferito
L'imbarcazione incidentata può raggiungere, grazie ai suoi motori, i 70 nodi ed è lunga una ventina di metri. Ferito gravemente nell'incidente un altro pilota italiano, Mario Invernizzi , trasportato in ospedale.

La frase su cui si sono concentrate le speculazioni, per le quali si è immediatamente scusato, è frutto di un'affermazione assolutamente involontaria, pronunciata nel contesto di una serata dedicata alla difesa delle donne e, in particolare, alla denuncia della drammatica aggressione subita dalla signora Panigalli, che ancora vive momenti quotidiani di terrore. Le domande e i commenti rivolti dal giornalista alla donna sono stati considerati tanto scorretti e hanno avuto una risonanza così forte che anche l'Ordine dei giornalisti si è sentito in dovere di intervenire. Una notte di nove anni fa è stata massacrata a sangue, a pugni e a coltellate, da un uomo col volto coperto, il suo ex, che non ha mai perdonato a Lucia di essere stato lasciato. Parole che potrebbero essere intese come se l'aggressore si fosse voluto fermare in tempo, mentre dal racconto di Lucia appare chiaro che l'omicidio non c'è stato perchè con la forza della disperazione lei riesce a scappare.

Aggiunge "Lettera Donna": "Quando Lucia descrive la sua relazione con Fabbri come "poco più che un flirt", Vespa chiosa: "Diciotto mesi sono un bel flirtino però, eh". Ma per il signor Vespa è esagerata: 'se avesse voluto ucciderla, l'avrebbe fatto', puntualizza". Per il giudice si è trattato di tentato omicidio.

La deputata, che si occupa di violenza di genere "ormai da anni, da avvocato e ora da parlamentare", spiega quindi che "di fronte a queste dichiarazioni, rimango basita e le considero estremamente gravi". "D'amore non si muore, care ragazze, ricordatevelo bene, e non permettete a Vespa né a nessun altro di sostenere il contrario!", conclude.

Comments