Scontrino folle a Roma: 430 euro per due piatti di spaghetti

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Un conto folle pagato da due turiste giapponesi a Roma scatena sui social una bufera di commenti e attacchi al ristorante dove le due sventurate visitatrici si sono trovate a mangiare lo scorso 11 settembre.

Roma - 429 euro per per due primi e acqua.

Un'amara sorpresa per due turiste giapponesi a Roma: dopo aver consumato due piatti di spaghetti al cartoccio e una bottiglia d'acqua, si sono viste recapitare uno scontrino da 429,80 euro.

Quanto accaduto ha allertato anche la polizia locale di Roma che, come racconta il Messaggero in un articolo a firma di Fabio Rossi, ha deciso di fare un controllo al locale che è stato chiuso per alcune ore a causa di alcuni tavolini fuori dal perimetro concesso per l'occupazione di suolo pubblico.

Poi aggiunge: "D'altronde, da noi il pesce è fresco: il cliente lo sceglie al bancone, noi lo pesiamo e lo cuciniamo".

Sciopero per il clima: possibili disagi scuola e trasporti
Nelle dichiarazioni di giovani e giovanissimi si nota la conoscenza, a tratti sorprendente, della complessità del problema. Oggi, venerdì 27 settembre , è in programma il terzo sciopero globale per il clima indetto da Fridays for Future .

"Per noi non è obbligatoria".

Per quanto riguarda la mancia, i camerieri avrebbero spiegato che si tratta ovviamente di una libera scelta del cliente al quale, però, proporrebbero di scegliere se 'donare' tra il 10 e il 20% dell'importo complessivo.

Monta l'indignazione da parte dei cittadini romani e degli italiani più in generale. Ma calcolatrice alla mano i conti sullo scontrino delle due povere turiste non tornano.

"La proprietà ha già precisato la propria disponibilità a produrre alle autorità che ne facciano richiesta, i documenti giustificativi fiscali/amministrativi relativi alla transazione (pre conto e scontrino fiscale) dal cui esame ben potrà essere rilevata la specificità di quando consumato - sottolinea l'avvocato Scorza - Al contempo, lo scrivente studio legale, ha ricevuto mandato di porre in essere le opportune azioni a tutela dell'immagine e della reputazione professionale, con riserva di richiedere i danni patrimoniali e non conseguenti alla lesione ed al pregiudizio arrecato all'attività economica".

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