Salvini e Meloni contro Fioramonti: "Il crocefisso in aula non si tocca"

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Parlando del crocifisso a scuola? Dopo le tasse sulle merendine e le assenze per manifestazione giustificate dallo Stato, il Ministro dell'Istruzione ci dice che al posto del crocifisso in aula vedrebbe bene "una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione".

Per trovare l'ultima pronuncia giurisdizionale di rilievo sulla questione, bisogna andare indietro fino al 2011, quando la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo, accogliendo un ricorso dell'Italia, ha ritenuto legittima l'esposizione del crocifisso, ribaltando una sentenza della stessa Corte europea.

Gelmini si augura rivolgendosi direttamente a Fioramonti che "nella sua smania di tassare non proponga di introdurre un balzello a carico di qualche professore con un crocifisso al collo o di giustificare uno sciopero contro i dirigenti scolastici che hanno mantenuto il simbolo della cristianità all'interno degli istituti".

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"Ministro Fioramonti, lascia stare merendine, crocifisso, foto di Mattarella, giustificazioni". Secondo il Ministro, come riporta il Corriere della Sera: "Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione". E visto che non c'è due senza tre, Lorenzo Fioramonti non avrà la ventura di vedere la concreta applicazione della suggestione di rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche, proposta respinta persino dal più orgogliosamente veterocomunista della nuova maggioranza giallorossa, quell'Andrea Orlando pronto a sostenere "da laico a laico che non sono i crocifissi a mettere in discussione la laicità di scuola e Stato". "1 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo)". Ossia con quei limiti che sono sgraditi a chi vuole 'pieni poteri' e nelle forme di una repubblica parlamentare, ossia con la centralità del Parlamento e con tutto quel sistema di pesi e contrappesi studiato da chi si era appena liberato dalla dittatura fascista e che la destra populista e post-fascista vuole cancellare. E spiega che per il Consiglio di Stato, "il crocifisso non è soltanto un simbolo religioso ma anche un simbolo della cultura italiana, un valore di una sofferenza portata per amore e che non può creare fastidio a nessuno".

"La scuola italiana ha mille problemi, sotto gli occhi di tutti, molti dei quali aggravati dal pessimo pacchetto "Buona scuola" varato da Renzi e dal suo non rimpianto Governo. Il ministro evidentemente non conosce la validità di questo simbolo, al di là di quello che pensano i cristiani". C'è solo l'imbarazzo della scelta: la carenza di organico del personale docente, il costo dei libri di testo, la messa in sicurezza delle aule o la creazione di una scuola davvero inclusiva per quegli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento. "Povera la nostra scuola", conclude.

Però siamo nel 2019, e fa un po' sorridere che si perda ancora tempo a discutere sui simboli religiosi nelle scuole.

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