Di Maio: "Immigrazione, rimpatri in 4 mesi: accordo con tredici Paesi"

Adjust Comment Print

In questo senso, il "gancio" giuridico alla misura potrebbe essere la direttiva europea 2013/32, che dà ai Paesi membri una certa discrezionalità sull'individuazione dei Paesi sicuri e alla quale ha fatto riferimento anche il decreto sicurezza.

Luigi Di Maio, come aveva già fatto Matteo Salvini più volte nel precedente governo giallo-verde, fa un'incursione, a parti inverse, nel ruolo di ministro degli Interni e questa mattina firma un decreto per i rimpatri dei migranti in 4 mesi. "Ne va del successo delle nostre aziende, della convenienza per tutti i Paesi del mondo che si vogliono rifornire da loro e dell'economia del nostro Paese".

Sono tredici i Paesi sicuri che figurano nel nuovo decreto interministeriale per la riduzione dei tempi dei rimpatri dei migranti. "Naturalmente ci sarà una valutazione caso per caso ma sarà diverso il meccanismo dell'onere della prova - ha chiarito - ossia non ci sono i presupposti per la protezione internazionale in mancanza di prova contraria". Io non credo che la redistribuzione dei migranti negli altri Paesi europei sia la soluzione definitiva.

Investire nel Forex con meno rischi
Questi tipi di manovre finanziarie sono molto comuni tra uomini e donne d'affari che cercano di moltiplicare i loro soldi. A seconda della tua situazione finanziaria e della tua età, c'è una vasta gamma di opzioni per te.

"Chi non può stare in Italia, non possiamo aspettare due anni per rimpatriarlo, il decreto dice che in 4 mesi, non più in due anni, si può capire se una persona può stare qui o se deve essere rimpatriata", ha spiegato Di Maio. "Verificheremo con le nostre strutture che non ci siano violazioni dei diritti dell'individuo".

Per il ministro della Giustizia Bonafede grazie a questo decreto i magistrati potranno smaltire domande con facilità: "oggi questo decreto dà alla giustizia un contributo importante". Oltre al Marocco, i Paesi inseriti nel nuovo decreto interministeriale sono Algeria, Tunisia, Albania, Bosnia, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senegal, Serbia e Ucraina. "Sicuramente sarà oggetto di uno dei miei prossimi viaggi, insieme alla Tunisia dove vedremo il gruppo di lavoro misto italo-tunisino per implementare l'accordo sui rimpatri". Per Gabrielli il tema dell'immigrazione "poggia su tre pilastri: la gestione dei flussi, i rimpatri e l'integrazione".

"I Paesi che sono in questo decreto sono i Paesi che abbiamo individuato dopo il lavoro dei nostri ministeri", ha aggiunto spiegando che con alcuni di essi, come il Marocco, ci sono già accordi in essere ma che finora non sono stati implementati.

Comments