Ergastolo ostativo, la Corte di Strasburgo dà ragione al boss Viola

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"Anche le più recenti indagini - aggiunge Lo Voi - hanno confermato che con riferimento alle associazioni mafiose nazionali il vincolo di appartenenza all'associazione mafiosa non finisce con la detenzione e il periodo di carcerazione ma termina solo con la morte o con l'avvio della collaborazione con la giustizia". In quella sentenza, la Corte ha stabilito che la legge viola il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. Solo collaborando con la giustizia il condannato può avere accesso in via eccezionale ai cosiddetti benefici penitenziari sopra elencati. I giudici di Strasburgo ritengono che "la non collaborazione" non implica necessariamente che il condannato non si sia pentito dei suoi atti, che sia ancora in contatto con le organizzazioni criminali, e che costituisca quindi un pericolo per la società.

L'Italia, nel ricorso presentato a settembre aveva chiesto che il caso dell'ergastolo ostativo, previsto dall'Articolo 4bis dell'ordinamento penitenziario, fosse sottoposto al giudizio della Grand Chambre, l'organo della Cedu che affronta i casi la cui soluzione può riguardare tutti i paesi della Ue.

Taglio del parlamentari. si temono sorprese per l'ultimo voto
I grillini hanno ottenuto una grande vittoria , festeggiata poi in Piazza di Montecitorio, a favore di telecamere. Ad ogni modo sarebbe un'esagerazione , dato che con le cifre suddette si arriverebbe a poco più di 800.000 euro.

La Corte Europea, argomenta il professore, "non ha bocciato la collaborazione come condizione per accedere ai benefici penitenziari ma ha contestato l'equivalenza tra mancata collaborazione e pericolosità sociale del condannato, invitando il legislatore italiano a prevedere anche per l'ergastolano non collaborante la necessita' di accedere ai benefici penitenziari, se ha dato la prova del sicuro ravvedimento". In particolare per quanto riguarda i condannati per mafia ed i mafiosi si parte dall'assunto che queste persone rimangano per sempre fedeli all'organizzazione criminale. "La Cedu ha deciso di andare allo scontro con l'Italia: è espressione del Consiglio d'Europa che riunisce 47 Nazioni sovrane". Tuttavia, la Cedu ha ribadito anche questa volta quanto già affermato lo scorso giugno: una pena di questo tipo rappresenta una violazione dell'articolo 3 della Convenzione, quello che impedisce la tortura e le punizioni disumane.

Il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare antimafia, che nei giorni scorsi si era espresso in maniera contraria assieme al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ha così commentato la sentenza: "Oggi poteva essere un giorno bellissimo ma l'Ansa ha battuto una notizia che intristisce chi crede che le mafie vadano combattute con determinazione". Non comprendono la virulenza, la rilevanza, di questi soggetti. Il presidente teme il rischio di "ritrovarci fuori dal carcere boss mafiosi e terroristi" e considera la bocciatura dell'ergastolo ostativo "un colpo alla memoria di Falcone e Borsellino". Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Tutti loro hanno ricordato proprio come le mafie, sin dal principio, si siano sempre opposte all'ergastolo e che lo stesso Totò Riina aveva inserito nel cosiddetto "papello" (l'elenco di richieste presentato allo Stato per interrompere la campagna stragista) proprio l'abolizione dell'ergastolo e del carcere duro. Non c'è solo la questione di risarcimenti milionari che potranno chiedere: c'è soprattutto l'offesa che è stata fatta a generazioni di siciliani, italiani, magistrati, uomini delle forze dell'ordine che per difendere lo Stato sono stati sterminati in attentati schifosi. Ma stiamo scherzando? Qui abbiamo combattuto e combattiamo ancora una guerra contro le mafie. Poi Di Maio conclude: "Qui in Italia piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? Diversamente i molti ricorsi siamesi pendenti a Strasburgo e promossi da altri ergastolani ostativi saranno certamente accolti e l'Italia subira' ripetute condanne per non avere adempiuto all'obbligo di rispettare una delle norme chiave della Cedu". Non esiste. Il Movimento 5 Stelle non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte.

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