Def. Istat: evasione alta mina crescita, Iva l'imposta più evasa

Adjust Comment Print

Nell'amplio quadro della manovra di crescita che si pone come obiettivo la crescita del PIL, aumentato dello 0,1%, il presidente ha analizzato quanto sta accadendo.

Tra i tanti nemici della ripresa nel nostro Paese ce n'è, senza dubbio, uno più dannoso di altri: l'evasione fiscale è una vera e propria piaga che non smette di allarmare, i cui effetti a dir poco nefasti si ripercuotono sulle dinamiche di un'economia, purtroppo, già in sofferenza. Di seguito le sue dichiarazioni durante l'audizione parlamentare sulla NaDef, la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, riporta Repubblica. I dati contenuti nella relazione sull'economia non osservata allegata alla Nota di aggiornamento al Def "mostrano la persistenza di livelli elevati di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche".

Continua la fase di stagnazione dell'economia italiana. "Emerge ora un marginale miglioramento congiunturale sia nel primo che nel secondo trimestre (+0,1% in entrambi i periodi)".

Lite Insigne - Ancelotti! Ecco cosa è successo
Il secondo, Carlo Ancelotti , è apparso nervoso per tutta la gara e in conferenza stampa si è presentato con il volto tirato. Ogni anno si parte sempre con i migliori presupposti, mio fratello sogna sempre di vincere lo scudetto con questa maglia.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, Blangiardo fa presente alle Commissioni congiunte che solo il 56,2% delle donne partecipa al mercato del lavoro e su quante cercano un lavoro, solo il 50% lo trova. "Si tratta dei valori tra i piu' bassi, insieme a quelli della Grecia, tra i paesi dell'Ue dove il tasso di attivita' e' pari al 68,3% e quello di occupazione al 63,4%".

"Il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 49 senza figli e quello delle donne nella stessa fascia di eta' con figli non supera il 74%, valore tra l'altro in discesa negli ultimi 3 anni dopo il picco di quasi il 78% raggiunto nel 2015". Il valore economico di questi prodotti ammonta nel 2018 a circa 400 milioni di euro, che incidono per meno dell'1% sull'export nazionale verso gli Usa. "Seguono, con un peso dei prodotti oggetto di nuovi dazi sul totale dei prodotti alimentari esportati compreso tra il 5% ed il 10%, Calabria, Lazio, Piemonte, Veneto e Campania".

Comments