Siria, attacco jihadista al confine. Erdogan all’UE:"Vi manderemo milioni di rifugiati"

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Lo riferiscono fonti sul terreno. Sono gli striscioni che campeggiavano sui cavalcavia dell'Asse nord-sud e della Palombella a sostegno della popolazione curda, sotto attacco da parte delle forze turche. Alcune centinaia di loro hanno trovato rifugio nelle scuole del lago Assad, un'ottantina di chilometri a sud.

Come abbiamo già avuto modo di analizzare, in Italia c'è una legge, la 185/90 che, all'articolo 6 parla chiaro: "L'esportazione ed il transito di materiali di armamento sono vietati verso i Paesi in stato di conflitto armato". La direzione dello sfollamento è verso sud e sud-est, verso la città di Hasake. Per le Forze democratiche siriane, una coalizione curda e araba costituita nel 2016, si tratterebbe di "un chiaro tentativo" di favorire la fuga dei jihadisti. "La situazione di coloro che sono stati coinvolti nei combattimenti è aggravata dalle temperature più basse in tutta la regione a causa dell'avvicinarsi della stagione invernale" è l'allarme dell'agenzia Onu.

Come militanti internazionalisti continueremo ad opporci alle politiche di guerra e sfruttamento che i nostri governi sostengono direttamente anche quando in maniera ipocrita elogiano i kurdi per il loro contributo fondamentale nella lotta contro l'ISIS. Lo ha denunciato Dalbr Jomma Issa, comandante delle Ypj, le unità femminili delle Unità di protezione del popolo (Ypg) curdo, intervenuta in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Il segretario generale della Nato Stoltenberg durante la sua visita a Roma ha invitato Ankara ad "agire con moderazione e assicurarsi che ogni azione sia proporzionata e misurata". Noi stiamo uscendo dalle guerre infinite. Sul piano militare, infatti, le cittadine siriane di Tall Abyad e Ras al Ayn sono state circondate dalle forze turche e dalle milizie arabo-siriane cooptate da Ankara nel nord-est della Siria.

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Nel frattempo, l'Isis ha rivendicato tramite i suoi canali social una serie di attacchi compiuti contro forze curdo-siriane nel nord-est della Siria. Il ministero ha quindi affermato che "nella notte l'operazione è continuata via terra e via aria". Lo riporta l'emittente siriana al-Ikhbariya.

Come sta facendo da oltre 40 anni, il movimento kurdo non si arrenderà. Così i curdi sono rimasti una minoranza nei diversi Paesi in cui si sono ritrovati a vivere.

Da questa tensione mai veramente risolta nascono i venti di guerra che attualmente spirano nel Nord della Siria, zona adesso controllata dalle milizie curde che sono state in prima linea nel combattere e sconfiggere il califfato dell'Isis.

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