"Schumacher lotta ogni giorno per migliorare" - lo dice Jean Todt

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E sul suo rapporto attuale con Michael ha detto: "Ho detto la verità, vedo dei gran premi in tv con lui, spero che un giorno potremo andare insieme a un gran premio".

L'ex capo della Ferrari poi, non nasconde il suo disappunto sulle indiscrezioni trapelate dopo la visita in Francia: "Sono stupefatto che, quando è venuto a Parigi per un controllo in ospedale, della gente che dovrebbe privilegiare il segreto medico abbia parlato". Rosberg ha avuto modo di ricordare che Schumi era solito giocare sporco, facendo uso di pressioni a livello psicologico che avrebbero dovuto piegare la sua lucidità mentale. "E' ovvio che tutti intorno dobbiamo aiutarlo e augurarci che ci saranno, diciamo, dei miglioramenti continui". Ho letto cose incredibili su questa storia e, come al solito, chi non conosce la natura dei fatti parla, chi ne è al corrente tace. Lui è una leggenda dell'automobilismo, non è che sia ingiusto volergli bene e voler sapere di lui, ma tocca alla famiglia decidere quello che vuole o non vuole dire: cerca di proteggerlo e difendere la propria vita privata come Michael ha sempre voluto. Stasera da Parigi andrò a Ginevra e lo vedrò. Dobbiamo aiutarli, rispettando al massimo i loro desideri. E questa è una cosa privata. Ma c'è ancora un sogno che Todt, oggi che è presidente della Federazione internazionale dell'automobile, deve ancora realizzare con il suo ex pupillo, alle prese con la lunga e dura riabilitazione dalle conseguenze della caduta dagli sci di cui fu vittima a fine 2013: andare ad assistere ad una gara in pista con lui. La Ferrari è staccata di 162 punti in classifica nei confronti delle Frecce d'Argento, inoltre anche per quanto riguarda il Mondiale piloti c'è la concreta possibilità di uscire aritmeticamente dalla lotta per il titolo in questo weekend sia con Sebastian Vettel che con Charles Leclerc.

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Su Mick Schumacher, attualmente impegnato in Formula 2 e facente parte della Ferrari Driver Academy: "Lo conosco da quando è bimbo, lo adoro, è intelligente educato e ha un profilo basso". È il risultato del gran lavoro dei suoi genitori che hanno voluto sempre tenerlo fuori dalla visibilità. Ha scalato la piramide, dai kart alle formule minori.Lo dobbiamo lasciare lavorare in pace. Forse, ma col casco e la visiera giù è come gli altri piloti: "si dimentica di tutto" (fonti La Repubblica e Il Corriere dello Sport).

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