Elezioni Tunisia, vince il conservatore Kaies Saied

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Lo chiamano "Robocop", per il suo modo forbito di parlare in arabo senza alcuna inflessione.

Saranno resi ufficiali ad ore i risultati delle elezioni presidenziali in Tunisia dove gli exit poll indicano una vittoria schiacciante di Kais Saied già festeggiato nella notte dai suoi sostenitori per le vie della capitale.

Allo stesso tempo, le sue posizioni ultra-conservatrici su temi come pena di morte, uguaglianza di genere e depenalizzazione dell'omosessualita' gli sono valse le simpatie di ex-elettori del partito islamista Ennadha.

Lutto nel mondo del musical, è morto Manuel Frattini
E ancora nel 2003 ha ricevuto il Musical Award come migliore protagonista della stagione e nel 2011 il premio alla Carriera . Frattini era stato scoperto e lanciato dal regista tolentinate Saverio Marconi con la sua " Compagnia della Rancia ".

A garantirgli il successo, dicono gli osservatori, la linea dell'integrità morale e la distanza dai palazzi del paotere del 61enne professore di diritto costituzionale, che ha fatto della lotta alla corruzione e della volontà di rivalutare il ruolo sociale dello Stato il fulcro della sua campagna elettorale.

Non sono bastate a Karoui la sua vicinanza alle popolazioni povere del Sud del Paese con l'associazione caritativa "Khalil Tounes", intitolata al figlio morto in un incidente stradale, le sue doti di comunicatore, la sua esperienza di uomo d'affari e la promessa di "sradicare la povertà" con un piano eccezionale in tre anni. Dalla parte di Karoui solo il suo partito e la divisa famiglia progressista. Propone un programma di risanamento delle istituzioni statali e maggior rigore nell'applicazione delle riforme per una rapida ripresa economica. La percentuale di votanti, superiore al primo turno, si e confermata piuttosto bassa e inoltre vi è da registrare una significativa presenza di schede bianche, sintomo di un malessere piuttosto diffuso nella società civile tunisina che non ha trovato in nessuno dei due candidati un riferimento.

La presenza in Tunisia del "gruppo politico" di Anṣār al-Sharīa, ʿespressione del salafismo jihadista, l'influenza dei Fratelli Musulmani in molte comunità marginali del Paese e ricordando il turista francese ucciso ieri al grido di Allahu Akbar, fa prevedere che la strada di Saïed potrebbe essere "cosparsa" di compromessi. Prima prova l'affidamento dell'incarico al nuovo premier, che dovrà faticare non poco a mettere insieme il mosaico diversificato di forze politiche che compone il parlamento fuoriuscito dalle ultime legislative per raggiungere una maggioranza stabile che consenta di portare avanti le riforme di cui il Paese ha bisogno.(ANSAmed).

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