L'aeroporto di Barcellona paralizzato da proteste indipendentisti

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La linea delle metro che porta allo scalo è stata quindi interrotta.

Secondo giorno di proteste durissime in tutta la Catalogna, cominciate dopo le condanne decise ieri dalla Corte Suprema spagnola contro i leader indipendentisti catalani. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha affermato che al momento in città ci sono 40 focolai di incendi. Lì sono ripresi gli scontri, con lancio di lacrimogeni da parte della polizia e oltre 100 voli saltati per il blocco dell'aeroporto. Vi sono stati inoltre un totale di 25 arresti, 3 a Barcellona, 13 a Tarragona, 8 a Lidaida e uno a Sabadell, la maggioranza per disordine pubblico e attacco contro l'autorità.

L'aeroporto è stato il primo obiettivo del movimento di protesta Tsunami Democràtic, dopo l'annuncio delle condanne.

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I tifosi amaranto, infatti, sono pronti, dopo l'arrivo di Denis, a registrare un altro colpo per il reparto offensivo della squadra calabrese.

"Non abbiamo bisogno della violenza per vincere, è lo Stato che ne ha bisogno per sconfiggerci". Il governo ha comunque annunciato l'invio in Catalogna di altri due agenti di polizia e ha lasciato aperta la possibilità di prendere altre misure eccezionali.

A stretto giro è arrivata anche la reazione del Barcellona, club simbolo della Catalogna e attivamente coinvolta negli eventi del 2017 con la presa di posizione indipendentista di Gerard Piquè, che in un comunicato dal titolo "La prigione non è la soluzione" ha espresso solidarietà alle famiglie delle persone private della libertà.

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