Grillo provoca, togliamo voto ad anziani

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In pratica, si dovrebberoprivare gli anziani del diritto di voto, una volta raggiunta una certa età.

Affronta l'argomento il fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo sul suo blog, partendo da una riflessione: "Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perché può farlo chi questo futuro non lo vedrà?". Di recente si è tornato anche a parlare dell'opportunità di far votare i 16enni. Lo pseudo-ragionamento che fa è che le persone anziane non sono in grado di guardare al futuro e quindi tagliano le gambe ai giovani, disegnando un futuro non adatto a loro.

"Una proposta potrebbe essere quella di privare il diritto di voto agli anziani, ovvero eliminare il diritto di voto ad una certa età (oppure dare ai genitori voti per procura per ciascuno dei loro figli a carico)", spiega Grillo. "E' questa la teoria per una democrazia più efficace quale garanzia di giustizia sociale del professor Van Parijs, in un articolo della rivista accademica Philosophy and Public Affairs, che ai più potrà sembrare drastica, ingiusta e insensata".

Il leader del M5S precisa che la sua proposta nasce soprattutto dal presupposto che gli anziani si disinteressano del futuro sociale, politico ed economico, rispetto ai giovani, e sono meno propensi a reggere le conseguenze che avranno le decisioni politiche. Per questo i voti degli anziani andrebbero limitati, per garantire che siano i giovani a modellare il futuro in base al proprio disegno sociale.

"Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale": l'ultima provocazione di Grillo. Sicuri che estendere il voto ai sedicenni sia poi un'idea così buona?

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Secondo Beppe Grillo non si pone un tema di discriminazione, fondata sull'età. "Gli anziani meritano rispetto - conclude Bruzzone - devono essere aiutati e sostenuti, non derisi e insultati come fatto da Grillo, che non è degno di abitare a Genova e in Liguria". "Gli over 50 hanno votato il contrario, preferendo quindi un futuro che le nuove generazioni non vogliono", rimarca il garante M5S. "Ma privare il diritto al voto dei cittadini più anziani sarebbe giusto?", chiede il fondatore del Movimento. In questo caso, le politiche differenziate per eta' non dividono la popolazione in due o piu' gruppi, poiche' tutti, alla fine, diventiamo anziani. Gli anziani non sono un gruppo che può essere discriminato, come per sesso, etnie, o scelte sessuali, tutti diventiamo ugualmente anziani. Pertanto, una regola che tratta gli anziani in modo diverso dal resto della popolazione, influenzerà tutti allo stesso modo.

Allargare il diritto di voto anche ai giovani dai 16 anni in su?

In secondo luogo, Grillo cita il filosofo Philippe Van Parijs: "Le persone dovrebbero avere il potere di influenzare le decisioni in proporzione alla misura in cui sono suscettibili di sostenere le conseguenze di tali decisioni".

"Ecco perché - aggiunge il senatore ligure - Grillo non merita di vivere a Genova, se la pensa così è meglio che se ne vada e mi meraviglio che i suoi alleati del Pd siano silenti e addormentati su questa tematica, dovrebbero essere i primi a manifestare dissenso e preoccupazione per la gravità delle sue parole". Una proposta per "migliorare il loro destino spostando il potere decisionale verso chi tra noi dovrà interagire con loro".

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