In Messico vince Hamilton, seconda la Ferrari Vettel

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"Il Gran Premio del Messico è sempre complicato per noi".

È stato lo stesso Verstappen a farlo aprire ammettendo candidamente che aveva visto la macchina di Bottas a muro ma non aveva alzato il piede. E' tutta da vivere sperando ci regalino duelli e battaglie in pista. Non eravamo in lotta per la Pole, anche se siamo migliorati nell'ultimo tentativo della Q3, ma non credo che saremmo riusciti a ottenere la prima fila. Albon al contrario compie una straordinaria partenza e riesce a mettersi al terzo posto. Sciocco il comportamento in occasione dell'incidente di Bottas il sabato, sciocche le sua dichiarazioni e sciocco l'attacco "all-in" al primo giro su Hamilton. Chi rimane dentro è Vettel, ora in testa, che con superba maestria riesce a tenere le sue gomme per 38 giri, un vero record. Bottas davanti a Hamilton, forse a regalargli un po' di scia, con posizioni invertite al traguardo ma subito superati da Vettel a sua volta scavalcato da Verstappen, vincitore nel 2018. Il contatto con Bottas? . Verstappen compie una straordinaria rimonta fino alla zona punti. Per Hamilton si tratta del decimo successo stagionale, l'83esimo della carriera.

Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno però, la Ferrari ha dimostrato anche in Messico di non avere rivali (o quasi) sul giro secco e di aver migliorato anche sul passo gara che era a livello della Mercedes.

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Nel 2008 la scelta: "Se non avessi firmato quei documenti mi sarei suicidata, perché è molto difficile convivere col dolore". Lo ha fatto in Belgio, la sua nazione, Paese in cui la pratica del fine vita è legalmente ammessa.

Al settimo posto al momento c'è Carlos Sainz su McLaren, seguito dal compagno di squadra Lando Norris e dalle due Toro Rosso di Daniil Kvyat e Pierre Gasly.

Da segnalare è l'ennesimo pasticcio ai danni di Antonio Giovinazzi in casa Alfa Romeo Racing, con lo pneumatico scivolato via durante il pit stop.

Manca davvero un nulla a Lewis Hamilton per conquistare il suo sesto titolo iridato.

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