Il discorso d’addio di Mario Draghi alla Bce

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"Emulando un adagio pubblicitario secondo cui la potenza non è nulla senza controllo, nel caso di Draghi si potrebbe dire che la capacità di decidere non è nulla senza autorevolezza". Di seguito alcune dichiarazioni oggi rese dai maggiori leader europei intervenuti in occasione della cerimonia di addio all'Eurotower di Mario Draghi. In un sondaggio proposto da Money.it ai suoi lettori, l'85% dei partecipanti ha promosso l'operato del chairman.

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E le negoziazioni iniziate per il rinnovo tre Juve e Fca promettono una crescita ulteriore. Stupore per le dimensioni delle risorse chieste al mercato obbligazionario e gli azionisti.

Quindi, l'ennesimo e accorato appello a un europeismo convinto: "È davanti agli occhi di tutti che ora è il momento di più Europa, non meno". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, nel suo intervento alla cerimonia per il passaggio di consegne al successore Christine Lagarde. Per arrivare a questo risultato "i rischi devono essere gestiti da uno strumento fiscale centrale" all'Eurozona che "a sua volta ridurrebbe i rischi quando le politiche nazionali non fossero in grado di svolgere il proprio ruolo", ha aggiunto Draghi. "Mario Draghi, in questi otto anni, è stato autorevolmente al servizio di un'Europa più solida e inclusiva, interpretando la difesa della moneta unica come una battaglia da condurre con determinazione contro le forze che ne volevano la dissoluzione", ha detto Mattarella. Oggi, sottolinea Iannelli, la Bce ha un bilancio di 4700 miliardi di euro ma lo stesso Draghi "ha utilizzato altri strumenti non convenzionali come le linee guida esplicite, il tiering sui depositi e considerevoli iniezioni di liquidità per sostenere i mercati europei e l'economia della zona euro".

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