Papa Francesco: chi dimentica la morte già comincia a morire

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"Quattro anni orsono", ha detto il Papa nel discorso ai partecipanti al quinto corso internazionale per la formazione dei Cappellani militari cattolici al Diritto umanitario internazionale, sul tema: "La privazione della libertà in situazione di conflitti armati".

L'udienza con il Santo Padre sarà preceduta il 30 ottobre dal Convegno "Accanto alla vita sempre: tra scienza, coscienza e compassione" (Centro Congressi Auditorium Aurelia, Largo Tomaso Perassi, 00165 Roma), promosso a Roma dalla stessa Fondazione e che sarà aperto dall'intervento di monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Persone che "vivono vicino a noi tutti i giorni". Non di rado, le persone detenute nel contesto dei conflitti armati sono vittime di violazioni dei loro diritti fondamentali, tra cui abusi, violenze e diverse forme di tortura e trattamenti crudeli, disumani e degradanti.

Papa Francesco, in occasione della Festa di Tutti i Santi, ce li identifica come modelli da seguire nella nostra vita cristiana: "La solennità di Tutti i Santi è la "nostra" festa: non perché noi siamo bravi, ma perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita. Assicuro la mia preghiera per tutte queste persone e per le loro famiglie, affinché possano avere sempre il coraggio di andare avanti e di non perdere la speranza". "I Santi e le Sante di ogni tempo - ha spiegato il Pontefice - non sono semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili".

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Il tecnico ha proseguito: "Ci sono delle partite in cui per tanti motivi devi essere bravo a soffrire, a tenere botta". La classifica è quella che è, ma non deve farci chiudere gli occhi e pensare che tutto sia fatto.

Il Papa ha fatto un'apertura per i preti dell'Amazzonia, indicando la possibilità che possano sposarsi in quella parte del mondo, oppure diventare sacerdoti anche se sposati e con prole. Da qui il monito ad "assumere un quotidiano impegno di santificazione nelle condizioni, nei doveri e nelle circostanze della nostra vita, cercando di vivere ogni cosa con amore, con carità". Il Papa puntualizza, dunque, che il Santo non sta in una nicchia, ma s'innesta nella realtà del mondo pur camminando verso "la Città Santa". Per questa ragione ha attirato le antipatie della Curia vaticana, che invece opera affinché nulla cambi. Riflessioni e letture di testi del Beato don Gnocchi e di Papa Francesco, interpretati da 10 operatori della Fondazione provenienti da tutta Italia, intervallate da musica e arte. Negli anni cinquanta Don Gnocchi estende quindi l'attività dell'allora Fondazione Pro Juventute all'assistenza di persone affette da poliomielite con la creazione del Centro di Santa Maria Nascente a Milano, oggi uno dei due Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) della Fondazione, insieme all'Irccs Don Gnocchi di Firenze.

I Santi che oggi celebriamo nella liturgia sono fratelli e sorelle che hanno ammesso nella loro vita di avere bisogno di questa luce divina, abbandonandosi ad essa con fiducia. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Ed anche ciò che scriviamo.

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