Bimbo abbandonato affetto da Ittiosi Arlecchino cos e (edlg)

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Ora per Giovannino si cerca ancora una casa, visto che le comunità che accolgono bambini in queste situazioni, non hanno gli strumenti adatti per consertigli le cure necessarie. E poi dovrà trovare una famiglia.

Ha tre mesi Giovannino, ma da quando è nato lo scorso agosto, all'ospedale Sant'Anna di Torino, non è mai andato a casa né è stato stretto tra le braccia di mamma e papà. Secondo quanto riporta l'Ansa, l'infante è all'ospedale ostetrico-ginecologico Sant'Anna di Torino ed è stato concepito con una fecondazione eterologa. "Ma i genitori non vanno giudicati. Gli italiani sono un popolo di grande cuore. Io ho grande rispetto per chi deciderà di prenderse cura perché questo comporta un grosso impegno". Non se la sono sentita di farsi carico di una vita tanto complicata. Lui risponde bene alle terapie a cui è sottoposto. Oggi sono arrivate diverse richieste di adozione in ospedale, che noi siamo tenuti a girare al Comune e al Tribunale dei minori. Questa gravissima malattia può rimanere latente per generazioni, fino all'incontro di 2 partner portatori dello stesso gene malato.

Per Giovannino tutti sperano che possa arrivare, al più presto, una famiglia che possa adottarlo. Forse questo è l'aspetto positivo del risalto dato dalla stampa alla vicenda: la spinta alla solidarietà. Colpisce in genere tutto il corpo per la sua intera superficie. La prevalenza è stimata in meno di un caso su un milione.

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L'Ittiosi Arlecchino, conosciuta anche come cheratosi fetale diffusa, ittiosi diffusa o feto Arlecchino, è la più grave variante dell'ittiosi congenita autosomica recessiva, nota con l'acronimo di ARCI.

I neonati affetti sono avvolti da una membrana di collodio (membrana translucida, brillante e tesa che assomiglia a uno strato cutaneo aggiuntivo), associata a placche a corazza, distribuite su tutto il corpo, che limitano gravemente il movimento. I segni facciali sono alterati da grave ectropion (malformazione oculare), edema congiuntivale, eclabium (malformazione labiale) e naso ampio. La disidratazione grave, e la conseguente deformazione dei tratti somatici del bambino, porta con sé sintomi gravi, quali difficoltà respiratorie, infezioni batteriche e difficoltà di nutrizione. Spesso le dita di mani e piedi sono contratte, si possono verificare ritardi nella crescita, anomalie alle unghia, assenza di piedi e bassa statura.

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