Portato in Siria dalla madre, Alvin torna in Italia

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Il 17 dicembre dello stesso anno partì dunque verso la Siria dall'aeroporto di Orio al Serio, portando con sé anche il suo terzogenito, che allora aveva sei anni. A Milano, dove pende un procedimento sulla Berisha coordinato dal pm Alberto Nobili, il gup Guido Salvini attivò le ricerche della donna e del figlio. Berisha, stando a quanto si apprende, sarebbe però morta "a seguito di un non meglio precisato scontro a fuoco".

Alvin e il padre, Afrimm Berisha, hanno la cittadinanza albanese e un regolare permesso di soggiorno italiano. Lo Scip e il Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) dei Carabinieri - titolare dell'indagine sul sequestro su cui era stato emesso un mandato di arresto europeo a carico della donna per la sottrazione del minore hanno scoperto che la donna è morta in Siria durante un combattimento e che Alvin viveva nella cosiddetta "area degli orfani" del campo di Al Hol. La donna si era radicalizzata via web in Italia e divenuta foreign fighter, associandosi all'organizzazione terroristica dello Stato islamico. La madre ha addirittura cambiato nome al piccolo in 'Yussuf' - come confermato dallo stesso all'UNHCR - e lo avrebbe fatto anche circoncidere.

Il bambino è stato prelevato dal campo con un'operazione non priva di rischi, che ha coinvolto anche la Croce Rossa e la Mezzaluna rossa, e trasferito fino a Damasco tramite un corridoio umanitario da dove poi ha raggiunto il confine con il Libano. "Ricorda di avere avuto dei pregressi in Italia" ha spiegato un investigatore del Ros dei carabinieri raccontando passo passo le ricerche per ritrovare e riportare in Italia il bambino. Una foto del piccolo, che veniva da personale della Croce Rossa, è stata mostrata al padre "che ha riconosciuto nel minore il figlio" che stava nel campo profughi siriano.

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Per accertare l'identità del bambino, la Polizia scientifica italiana ha effettuato un esame di comparazione fisionomica dando un giudizio di totale compatibilità, anche per una malformazione specifica dell'orecchio destro di Alvin, riferita dal padre.

Contemporaneamente, il 10 settembre scorso, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Milano, è stata diramata in ambito Interpol una yellow notice, vale a dire una nota di rintraccio del minore, e il Gip del Tribunale di Milano ha chiesto di sentire in modalità protetta il bambino, una volta in Italia, sui fatti di terrorismo oggetto d'indagine.

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