Pia Balotelli vittima di razzismo all'asilo, il racconto di Raffaella Fico

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Gli insulti ricevuti da Mario Balotelli durante la partita di Serie A Verona-Brescia, e tutto ciò che ne ha conseguito, hanno scoperchiato un vaso di Pandora. "E' capitato un episodio bruttissimo all'asilo qualche anno fa".

L'evento deplorevole ha ovviamente scatenato un'accesa discussione nel mondo calcistico (e non) e sono stati diversi i volti noti che hanno preso pubblicamente le parti di Mario dichiarandogli la propria vicinanza. Noi la scena di Mario che ha tirato il pallone e ha fermato il gioco non l'abbiamo vista - fa sapere la showgirl napoletana - La bambina ha guardato però un'intervista, subito dopo la gara, voleva consolarlo.

La showgirl, ospite di Eleonora Daniele a Storie Italiane, ha amaramente confessato che non è nuova a episodi del genere: "Quando stavo con lui e facevo le serate in discoteca, mi è capitato che entravo e mi facevano il verso della scimmia".

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Cosciente quando è stato trasportato in ospedale, Ho ha voluto assicurare in un comunicato di non essere in pericolo di vita. Dopo quest'ultima aggressione, sono stati vandalizzati anche l'ufficio di Ho e le tombe dei suoi genitori.

Allo stadio quel giorno erano presenti anche Raffaella Fico e la figlia Pia, ma fortunatamente non hanno assistito direttamente allo spettacolo indecente poiché al termine del primo tempo sono andate via.

Anche Pia è stata offesa all'asilo: "Una bambina si è rivolta in malo modo a mia figlia: 'Tu sei una negra di mer*a, tu porti le infezioni, non ti posso dare la mano e prestare i miei giocattoli'".

Anche la figlia Pia, inoltre, ha dovuto fare i conti con un brutto episodio di razzismo. Gli ha mandato un messaggio: "'Sono stupidi, non ascoltarli'". Ci siamo incontrati dopo la partita col Verona, sicuramente era triste e nervoso, una reazione normale: "a chiunque fa male esser insultato, è una cosa brutta che fa male", sottolinea la 31enne. Parole forti che si concludono con la frase "Spero in un cambiamento e nella maturità delle persone". Queste cose - ha poi concluso riferendosi a chi in studio invitava a non parlare troppo dell'argomento - devono diventare pubbliche.

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