Papa Francesco: "Dove c'è l'egoismo non c'è vita"

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Il papa indossava una casula ricamata da alcune suore di Roma, che riprende il motivo della "croce gemmata", raffigurata nell'abside della basilica.

Durante la riflessione sull'episodio evangelico odierno, Papa Francesco ha condiviso l'insegnamento di Gesù sulla risurrezione dei morti, in merito alla quale era stato interpellato da alcuni sadducei che non credevano nella risurrezione, ai quali rispose che i risorti "non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio".

Prima della celebrazione, Francesco ha sostato brevemente sul sagrato della basilica, davanti alla lapide commemorativa in onore delle vittime della povertà, dando così inizio alla terza Giornata mondiale dei poveri che culminerà nella celebrazione della messa di domenica 17 novembre nella basilica di san Pietro.

Nel documento contro il papa si legge, inoltre: "Il 4 ottobre papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama".

L'attività imprenditoriale è parte imprescindibile del servizio al bene comune specialmente se comprende la creazione di posti di lavoro ma, come ricordava San Paolo VI, non può limitarsi alla crescita economica: deve anche favorire la promozione di "ogni uomo e di tutto l'uomo". Scrivono: "Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell'Apostolo Pietro".

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Nel testo sarebbe contenuto un altro affondo a quella che sarebbe una condotta "superstiziosa" e pericolosa da parte del Pontefice, in riferimento alla data del 27 ottobre scorso, giorno conclusivo del Sinodo: "Ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l'ha collocata sull'altare". La vita sussiste dove c'è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. "In tal modo è incominciata un'ulteriore profanazione".

La limpida certezza di Gesù sulla risurrezione "si basa interamente sulla fedeltà di Dio, che è il Dio della vita". "Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama, nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America".

L A FRONDA INTERNA - I firmatari citano a conforto delle loro testi, fra gli altri, i cardinali Wlater Brandmueller, Gerhard Mueller, Raymond Burke, Jorge Urosa Savino, l'arcivescovo Carlo Maria Viganò e i vescovi Athanasius Schneider, José Luis Azcona Hermoso, Rudolf Voderholzer e Marian Eleganti. In quell'occasione il Pontefice ha firmato il documento con il Grande Imam della moschea di Al-Azhar, considerato la massima autorità teologica islamica.

Francesco, nell'omelia della Messa, richiama il versetto del Salmo responsoriale - "Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio" - per ricordare che i cristiani di Roma "sono come il fiume che scaturisce dal tempio: portano una Parola di vita e di speranza capace di fecondare i deserti dei cuori". Ma, sottolineano i firmatari del documento anti-Papa Francesco, "l'autorizzazione ad adorare chiunque o qualsiasi cosa diversa dall'unico vero Dio, la Santissima Trinità, è una violazione del Primo Comandamento".

Un documento redatto da 100 studiosi e teologi si scaglia contro gli atti, definiti "sacrileghi e superstiziosi", commessi dal Sommo Pontefice durante il recente Sinodo sull'Amazzonia.

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