Bolivia, scontri tra polizia e manifestanti: 8 morti

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E' di almeno otto morti il bilancio degli scontri a Sacaba, in Bolivia, tra forze di sicurezza e sostenitori del presidente dimissionario Evo Morales. E' quanto ha riferito il direttore dell'ospedale cittadino Guadalberto Lara.

Dopo gli scontri, su Twitter Morales ha lanciato un appello alle forze di polizia per mettere fine al "massacro".

Nella città Sacaba - nel dipartimento di Cochabamba, nel centro del Paese sudamericano - nelle scorse ore si sono radunati migliaia di manifestanti, molti dei quali di origine indigena. Gli scontri sono scoppiati quando un folto gruppo ha tentato di attraversare un checkpoint militare vicino a Cochabamba, dove sostenitori e avversari di Morales si sono affrontati per settimane. In un altro messaggio, il leader boliviano ha "condannato e denunciato davanti al mondo che il regime golpista che ha preso il potere assaltando la mia amata Bolivia reprime con proiettili delle forze armate e della polizia il popolo che reclama la pacificazione e restaurazione dello stato di diritto".

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Classe 1992, nasce in un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma vive a Roma da circa dieci anni. Ha frequentato il Master in Giornalismo della Lumsa.

La Cidh ha spiegato che l'alto numero di vittime è frutto della "repressione combinata di forze di polizia e dell'esercito" e ha condannato il governo di Añez per aver emesso un decreto che esenta da ogni responsabilità penale i soldati che prendono parte alla repressione delle proteste. L'ente umanitario ha inoltre ribadito che lo "Stato ha l'obbligo di assicurare il diritto alla vita e all'integrità fisica di quanti protestano pacificamente".

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Le autorità boliviane non hanno annunciato alcun decesso a causa della violenza, affermando che circa 100 persone erano state arrestate.

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