Traffico beni archeologici, 23 arresti

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Inoltre grazie alla collaborazione delle Forze dell'ordine estere sono state eseguite perquisizioni anche in Francia, Germania, Inghilterra e Serbia. Complessivamente sono 123 le persone che sono state fermate dai carabinieri e che dovranno andare a processo. Mentre sono 80 gli iscritti nel registro degli indagati. L'accusa e' danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, ricettazione ed esportazione illecita e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. E' il bilancio dell'operazione "Achei", dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale con il coordinamento di Europol ed Eurojust. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Crotone, le attività di una holding criminale che, da tempo, gestiva un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Calabria e destinati anche all'illecita esportazione all'estero.

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I magistrati di Crotone hanno rilevato l'esistenza di una vera e propria 'Criminalità archeologica crotonese' molto radicata sul territorio e pronta a saccheggiare il patrimonio archeologico della Calabria, commercializzando in Italia e all'estero molti reperti. Una struttura piramidale in cui i ruoli di ciascuno erano ben definiti. Al vertice dell'organizzazione gli inquirenti hanno individuato un 59enne e un 30enne, ritenuti esperti conoscitori dei luoghi in cui reperire il materiale archeologico. "I componenti del gruppo - si legge nel comunicato stampa - utilizzavano un linguaggio criptico ("appartamenti", "asparagi", "motosega") per eludere eventuali indagini e avevano in dotazione sofisticati strumenti elettronici per la ricerca dei metalli nel sottosuolo (facevano spesso ricorso all'impiego del minilab, tra i cercametalli più potenti in vendita)". I carabinieri hanno sequestrato anche i mezzi meccanici e le attrezzature utilizzate per le ricerche archeologiche clandestine. Le pubblicità sotto forma di banner sono sponsorizzate. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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