Mihajlovic si commuove durante la conferenza stampa

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La storia di Sinisa è personale ma vale per tutti i nostri pazienti.

Prof. Cavo: verso il trapianto di midollo osseo - "Tutto questo ha portato il midollo osseo a sospendere la sua funzione, quindi Sinisa non aveva più globuli e piastrine e poteva andare incontro a complicanze di tipo infettivo ed emorragico".

"Il risultato dopo il primo ciclo, durato 30 giorni- continua il dottor Cavo- è stato molto positivo".

Ha parlato anche del rapporto con Roberto Mancini con il quale non si sentiva da tre-quattro anni ma che è stato uno dei primi a chiamarlo e ad andarlo a trovare, riannodando l'antico legame di amicizia. "Ma sempre un uomo con la sua fragilità".

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Ma la diffusione di queste immagini è totalmente illegale , inoltre lo streaming spesso e volentieri è davvero di bassa qualità . La partita in programma all'Eden Arena di Praga sarà visibile in esclusiva in diretta su Sky Sport Arena e Sky Calcio 3.

Sinisa Mihajlovic sta decisamente meglio, come ha ben spiegato in conferenza stampa. "Per lui è un cerchio chiuso, per noi non ancora, ma siamo felici di averlo restituito alla comunità". Loro possono capire quanto sia difficile fisicamente e psicologicamente affrontare una malattia del genere. Ha parlato di tutte le fasi della malattia, di essere dimagrito nove chili e di aver perso il senso del gusto: tutte condizioni che però torneranno lentamente alla normalità.

Non li menziona in modo esplicito, ma Mihajlovic ha un pensiero chiaramente anche per i tifosi della Juventus, che gli hanno riservato un trattamento stupendo quando il suo Bologna ha fatto visita alla squadra bianconera poche settimane fa. "Il messaggio è che se si cade ci si può rialzare".

"In questi 4 mesi ho pianto e non ho più le lacrime. Sembra una cosa da niente ma prendere una boccata d'aria è una cosa bellissima". "Sono stati quattro mesi difficili in cui ho conosciuto persone straordinarie. È una malattia bastarda che richiede tanta pazienza". "L'unica cosa da non perdere mai è la voglia di vivere". "Per ora e' tutto in stand-by". Tornerò per fare controlli ma non dormirò più in quella stanza. Queste malattie non si vincono solo con il coraggio, solo con le cure. Mi sono sentito protetto nel mio mondo del calcio, mi sono sentito parte di una famiglia. Speravo di vedere in campo un po' di questa forza e sacrificio ma non è sempre successo: mi dispiace. Sono incazzato nero per risultati, per il gioco, per l'atteggiamento. Ora si deve dare il duecento per cento. Questo mi fa sentire vivo. E sarò ancora qua, non mollerò niente.

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