L'incredibile storia di Giulio Lolli, il truffatore bolognese diventato terrorista in Libia

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Accogliendo la richiesta del pm Sergio Colaiocco, il gip definisce Lolli come soggetto "dall'elevatissima pericolosità che ha vissuto in Libia diversi anni figurando tra i comandanti del cartello islamista denominato Majlis Shura Thuwar, formazione jihadista controllata dall'organizzazione terroristica Ansar Al Sharia (affiliata ad Al Qaeda), molto attiva nel 2017 a Bengasi, fino al suo definitivo scioglimento avvenuto due anni fa, e con base operativa a Misurata". L'imprenditore bolognese avrebbe operato nell'organizzazione dall'ottobre 2017 come "Comandante delle forze rivoluzionarie della marina" occupandosi di rifornire l'organizzazione con approvvigionamenti via mare.

La Procura di Roma, gruppo antiterrorismo, assunta la direzione delle indagini, ha delegato il Reparto antiterrorismo del Ros e, per gli accertamenti iniziali, il Comando di Eunavfor Med - "Operazione Sophia", a sviluppare le indagini del caso, "dalle quali emergeva che l'imbarcazione fermata era (sino al suo trasferimento in Libia ormeggiata presso il porto turistico di Rimini) originariamente uno yacht registrato in Italia sotto il nome di 'Mephisto' poi ridenominato "El Mukhtar" all'atto della sua militarizzazione".

Era ricercato su ordinanza del Tribunale di Roma per terrorismo internazionale e di armi e munizioni da guerra.

Nel frattempo in Italia gli venivano sequestrati beni per oltre 300 milioni di euro fra auto di lusso, imbarcazioni, gioielli e quadri antichi.

Un'altra scossa nella notte, i morti salgono a 49
Sono stati molti gli edifici crollati , tra cui due alberghi sulla costa di Durazzo . L'ultimo forte sisma, nel 1979, uccise 40 persone.

Una fuga, quella di Lolli, degna di un film d'azione. Individuato grazie al movimento di una grossa somma di denaro dall'Italia verso la Tunisia, gli investigatori riminesi scoprirono che un amico di Lolli si recava periodicamente in un centro commerciale di Forlimpopoli, dove portava all'anziana madre del latitante notizie e pizzini, quindi ripartiva alla volta del Nord Africa, non prima di aver procurato tutto ciò di cui Lolli aveva bisogno. Erano i giorni della Rivoluzione araba nel 2011 e Lolli trovò ospitalità dell'Hotel Rixos, lo stesso dove trovarono rifugio i giornalisti occidentali.

Ma mentre era detenuto insieme con prigionieri politici, fu liberato dai ribelli ai quali si unì e con i quali, forse, combattè con un nuovo nome e una nuova religione.

Dalle indagini è emerso che "Giulio Lolli, in concorso con altri soggetti, di cui tre già indagati, aveva fatto in modo di porre a disposizione la propria esperienza marittima, ed almeno due mezzi navali fatti venire dall'Italia, nella formazione e organizzazione delle truppe del Majlis Shura Thuwar Benghazi".

Dopo due anni di detenzione, la sentenza dell'8 settembre 2019: ergastolo.

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