Bce, Lagarde: "Tassi bassi e Qe finchè necessario"

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Si è presentata rivendicando di avere il suo stile personale ma invitando giornalisti e analisti a "non interpretare oltre misura" un modo inevitabilmente nuovo di comunicare. Così la presidente della Bce, Christine Lagarde, alla sua prima conferenza stampa ufficiale dopo il Consiglio direttivo.

Dal 1 novembre la Bce ha ripreso gli acquisti netti nell'ambito del programma di Quantitative Easing (QE), annunciato da Mario Draghi a settembre, a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. I dati giunti dallo scorso ottobre hanno evidenziato un proseguimento della debolezza economica dell'area euro e dell'inflazione a rilento, "anche se - ha detto Lagarde - ci sono alcuni segni iniziali di stabilizzazione del rallentamento della crescita e di un lieve rafforzamento dell'inflazione di fondo, in linea con le precedenti previsioni".

Poi Lagarde è tornata in pressing sulla Germania e gli altri Paesi che hanno surplus di bilancio: "I governi che hanno spazio di bilancio dovrebbero essere pronti ad agire in maniera efficace e tempestiva" per stimolare la crescita.

"Non sono né un falco, né una colomba, ho l'ambizione di essere un gufo". (Altre la attribuivano alla civetta, ma certamente Lagarde non voleva invece riferirsi a caratteristiche meno positive che ancora altre leggende attribuiscono al gufo). Aveva già utilizzato questa immagine in un'intervista. Il Pil è stimato in crescita dell'1,2% quest'anno, mentre per il 2020 è stato rivisto leggermente in ribasso a +1,1%, a causa delle tensioni geopolitiche e dell'aumento del protezionismo. La stima per il 2022 è +1,6%. Sul 2022 attende un 1,6% e su quest'anno ha confermato l'attesa di un 1,2 per cento.

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Attualmente l'obiettivo dui stabilità dei prezzi della Bce, che il prossimo anno sarà oggetto di una revisione strategica, è quello di avere un caro vita che sul medio termine (18-24 mesi) sia inferiore ma vicino al 2 per cento.

"Non c'è nulla di straordinario nel fare adesso una revisione strategica", ha spiegato. "L'ultima è stata effettuata nel 2003 e sono passati 16 anni, quindi è piuttosto legittimo farlo". "Deve essere una revisione globale, nella quale ascolteremo tutti e che deve affrontare tutti i temi". "E' nostra intenzione che la review inizi a gennaio e sia completata entro la fine del 2020".

Infine, riferendosi al rischio, evocato da alcuni economisti, di una spirale di deflazione e bassa crescita come quella del 'decennio perduto' giapponese, ha commentato: "Una 'Japanification'? non credo affatto che siamo a questo punto, il credito alle imprese europee presenta un quadro completamente diverso da quello giapponese".

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