Come cambiano i tempi della Brexit dopo la vittoria di Johnson

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Così il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha commentato a Bruxelles, dove si trova per il Consiglio europeo, la vittoria di Boris Johnson nelle elezioni britanniche. Una sconfitta schiacciante per i laburisti, che si fermano a 202 seggi e mettono ora in discussione la leadership di Jeremy Corbyn. Un risultato che sta sostenendo il rally della sterlina, con il cambio GBP/USD scambia a 1,3424 (+1,98%), mentre il cross euro/sterlina mostra una flessione di oltre l'1,6% in area 0,8316.

Johnson, ringraziando gli elettori e invocando il "forte mandato ricevuto", ha assicurato: "Con la Brexit andremo fino in fondo e uniremo il Paese".

"Dobbiamo assicurarci che le politiche climatiche non creino un dislivello tra coloro che si muovono all'interno di giurisdizioni che hanno standard più o meno alti", ha dichiarato la politica spagnola.
Alla perdita di un seggio rispetto a due anni fa (da 12 a 11) si è aggiunta la beffa personale per Jo Swinson, la 39enne neo-leader del partito più radicalmente anti-Brexit, che non è riuscita a farsi rieleggere nel proprio collegio (Dumbartonshire East) e questa mattina si è dimessa.

Boris Johnson li ha accontentati facendo di meglio; si è assunto il rischio di tornare alle urne per le elezioni nazionali impostando la propria campagna elettorale con lo slogan "get Brexit done".

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Si sa, però, che Conte è esigente e l'Inter cercherà di accontentarlo. Le attenzioni sono su Marcos Alonso del Chelsea .

"Realizzare la Brexit è una decisione inconfutabile, indiscutibile" del popolo britannico.

Dopo tre anni di stallo dal referendum sulla Brexit la Gran Bretagna ha scelto di votare a favore dei conservatori e di un primo ministro determinato a siglare a tutti i costi il divorzio dall'Unione europea.

Se i numeri degli exti poll fossero confermati per i laburisti si tratterebbe del peggior risultato nelle elezioni dal 1935. Così scrive The Economist, che ancora una volta ci regala una caricatura di Boris Johnson in versione Mad Boris. Il giorno seguente, dopo che la Regina Elisabetta II ha accettato le dimissioni di Theresa May (incapace di trovare una soft Brexit) è diventato anche Primo Ministro ad interim della Gran Bretagna. "Questo accordo ha il potenziale per essere il più redditizio di qualsiasi accordo mai siglato con l'Ue". Intanto la sterlina vola.

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