Cop 25 a Madrid: ancora senza accordo a rischio anche Parigi 2015

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A questo punto, molto probabilmente se ne riparlerà a Bonn nel giugno 2020. Soltanto un appello. Dopo oltre 36 ore di negoziati, non c'è un documento finale sull'articolo 6 dell'accordo di Parigi sulla regolazione globale del mercato del carbonio, il nodo più difficile da sciogliere. Nella notte i delegati hanno continuato il lavoro, ma sul taglio alle emissioni la trattativa si arena e molti stanno già pensando di rinviare il negoziato alla prossima Cop, nel 2020 a Glasgow."I progressi che ci si auspicava emergessero sono stati ancora una volta compromessi dagli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l'emergenza climatica una minaccia per i loro margini di profitto", si legge in una nota di Greenpeace che parla di "esito inaccettabile".

La delegazione abruzzese che ha partecipato all'incontro a Madrid è stata guidata dall'assessore Nicola Campitelli e dalla dirigente del Servizio Energia, Iris Flacco. "Ci e' mancato poco", ha lamentato la ministra cilena dell'Ambiente, Carolina Schmidt, presidente di questa Cop.

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Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres si è setto "deluso" dai risultati della conferenza sul clima Cop25, affermando che "la comunità internazionale ha perso una opportunità importante per mostrare maggiore ambizione" nell'affrontare la crisi dei cambiamenti climatici. Rimangono forti divisioni, in particolare per quanto riguarda il phasing-out dei meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto e l'introduzione di criteri stringenti per evitare qualsiasi forma di "doppio conteggio" delle riduzioni di emissioni, in modo da garantire la necessaria ambizione ed integrità ambientale di tutti i meccanismi di mercato, nel pieno rispetto dei diritti umani. Con l'obiettivo di lottare contro la fantomatica "emergenza climatica". Si tratta di un drastico cambio di passo se paragonato al trend attuale. I lavori erano stati prolungati di due giorni nella speranza di trovare un'intesa sulle misure da adottare per attuare l'Accordo di Parigi. Durante la plenaria, che è iniziata intorno alle 10, il Brasile è stato sul punto di stracciare l'accordo, a causa della sua opposizione a due articoli, il 30 il 31, relativi al ruolo degli oceani e dei suoli. In linea con la raccomandazione scientifica di limitare il riscaldamento della temperatura globale a 1,5 gradi centigradi. In questo senso, rivendica la coerenza dell'ambizione dei Paesi con quello che chiede la scienza e quello che chiedono le popolazioni mondiali nelle strade, oltre a riconoscere l'azione climatica del resto degli attori non governativi.

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