Roma, Autostrade contro Governo, sulla concessione

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Occhi puntati su Atlantia (segui il titolo in diretta) in una seduta di Piazza Affari tendenzialmente incolore visto l'approssimarsi della chiusura natalizia.

In un momento di conflitto tra il Governo e Autostrade per l'Italia, l'ultima relazione della Corte dei Conti sulle concessioni autostradali fa luce su quali siano i reali profitti dello Stato e di quali invece siano gli incassi effettuati dalle società. Autostrade per l'Italia, la società del gruppo Atlantia controllato dalla famiglia Benetton, si aspettava una iniziativa del governo. "Milleproroghe", avrebbe approvato (con la formula salvo intese) delle disposizioni in materia di concessioni autostradali finalizzate, tra l'altro, a modificare ex lege alcune clausole della vigente Convenzione Unica di Autostrade per l'Italia (a suo tempo approvata con legge) in ordine alla revoca, decadenza o risoluzione meglio specificate nella bozza di Decreto legge". Le due norme "incriminate" sono quelle che prevedono un congelamento dei pedaggi in attesa che siano pronti i nuovi algoritmi che calcolano investimenti, manutenzione e il possibile subentro di Anas in caso di revoca della concessione.

"Il CdA di Autostrade per l'Italia - prosegue il comunicato - ha preso in esame detto testo e, pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni, ha ritenuto come già sottolineato da Aiscat che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee".

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Basta un dato: nelle 9 partite di A giocate dopo il ko di Sanchez, Romelu ha saltato solo gli ultimi 4 minuti a Brescia. Ho scelto il club per la sua storia, per il livello dei giocatori , per l'affetto che ho sentito da subito.

Il motivo dietro a questa richiesta sta infatti in ragione dei: "Molteplici diritti e principi sanciti dalla Costituzione e dal diritto comunitario, incluso il rispetto del principio di affidamento e a tutela del patrimonio della Società e di tutti gli stakeholders".

"Tali disposizioni sarebbero peraltro approvate in un decreto legge in assenza dei necessari requisiti di estrema urgenza e necessità, nonché di quelli di omogeneità del disposto normativo 'Milleproroghe'. Già nel 2006 la Commissione Europea ha peraltro sancito che i contratti di concessione non sono modificabili in modo unilaterale, in forza dei principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento". Lo si legge in una nota di Aspi, il cui cda ha inviato una comunicazione ai ministeri dei trasporti e dell'economia e al Presidenza del Consiglio.

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