Autostrade, Di Maio: "Su revoca concessioni siamo determinati"

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Il premier, al Messaggero, ha spiegato di non credere affatto che le norme introdotte nel decreto Milleproroghe "creino problemi al sistema" delle concessioni autostradali.

Il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, dichiara che sulla revoca della concessione ad Aspi si deciderà a gennaio e che non ci sarà "nessun esproprio proletario": "Nessuna nazionalizzazione o vendetta". Il settore soffre di "mancata apertura al mercato" e produce "inefficienze" come "l'irrazionalità degli ambiti delle tratte, dei modelli tariffari, di molte clausole contrattuali particolarmente vantaggiose per i privati", ha scritto nero su bianco il team di magistrati coordinati da Angelo Buscema. Vogliamo solo che le regole siano uguali per tutti. Lo scrive in un post su Facebook Luigi Di Maio, tornato sull'argomento anche oggi ad Avellino dove si è recato su invito del Conapo per illustrare le nuove misure a sostegno dei vigili del fuoco. "Io e Giuseppe siamo stati fino alle 5 a votare la legge di bilancio in aula e quindi abbiamo potuto vedere quelle prime pagine con titoli strumentalizzati, guardati insieme e ci confermiamo che abbiamo la stessa linea sulle Autostrade". Aspi ha avvertito Mit, Mef e il premier Conte che l'adozione di una norma simile determinerebbe la risoluzione della convenzione (art.9-bis comma 4), facendo scattare il diritto al maxi-indennizzo. Abbiamo previsto che, in caso di revoca o decadenza, la gestione possa essere affidata ad Anas e stiamo semplificando il regime degli indennizzi, applicando la disciplina uniforme degli appalti. "Non si potranno più applicare, tuttavia, norme di favore come quelle invocate da Atlantia, che anche in caso di grave inadempimento pretenderebbe un indennizzo di decine di miliardi, Non lo permetteremo".

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D'altra parte, è subito arrivata la risposta di Di Maio: "Abbiamo 43 vittime, delle famiglie che ancora piangono, indagini e perizie che ci dicono che Autostrade non ha provveduto adeguatamente alla manutenzione del ponte Morandi nonostante fosse a conoscenza dei rischi". In altre parole, lo Stato può procedere con la revoca della concessione ad Aspi e, addirittura, chiedere il risarcimento del danno. "Su questo il governo è compatto", ha aggiunto, "e se qualcuno la pensa diversamente aspetto di ascoltare le loro motivazioni, sono curioso. Qui il punto è che non bisogna aver paura di combattere un colosso, lo Stato va protetto e la regola chi sbaglia paga deve valere per tutti". "Una cosa che va dimostrata e condivisa".

Con il Decreto Milleproroghe la revoca delle concessioni autostradali?

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