Papa Francesco alla Messa di Natale: "L’amore di Dio è incondizionato"

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In Gesù Dio si è fatto Bambino, per lasciarsi abbracciare da noi.

Il presepe più bello si chiama "let mom rest", lasciamo riposare la mamma, e ritrae un padre che tiene in braccio il neonato mentre la madre esausta dorme nel letto. Mentre qui in terra tutto pare rispondere alla logica del dare per avere, Dio arriva gratis. Il suo amore non è negoziabile. Durante un incontro con i migranti arrivati dall'isola di Lesbo tramite corridoi umanitari, Papa Francesco ha espresso la sua contrarietà alla politica di chiusura dei porti e blocco delle partenze promossa dal precedente Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Se il corriere.it, almeno in orario serale, ha preferito ignorare il messaggio del Papa, puntando su quello dell'arcivescovo di Milano e su quello di Lukaku, giocatore di punta dell'Inter, resta il fatto che quella del Papa rimane la sola voce che ricorda che in Siria si continua a morire sotto le bombe, dopo nove anni di guerra. A me, a te, a ciascuno di noi oggi dice: "'Ti amo e ti amerò sempre, sei prezioso ai miei occhi'". Infine, il 6 gennaio alle 10 nella basilica di San Pietro il Papa celebrerà la Messa nella solennità dell'Epifania del Signore. Per Francesco, "Dio non ti ama perché pensi giusto e ti comporti bene; ti ama e basta". Sciolga il nostro cuore spesso indurito ed egoista e ci renda strumenti del suo amore. Puoi averne combinate di tutti i colori, ma il Signore non rinuncia a volerti bene. Quante volte sentiamo il cristiano tirchio davanti a una persona che chiede elemosina e non la dà: "No, no io non do perché poi questi si ubriacano". Non è così. Nei nostri peccati continua ad amarci. Il suo amore non cambia. L'ingiustizia in uscita e l'ingiustizia nella difficoltosa o negata entrata l'ha raccontata il Papa, che almeno a Natale ha sostituito un sistema informativo assolutamente sbilanciato e fallace, piegato ombelicalmente su una visione che ne dimostra tutta la mancanza di capacità di proiezione regionale e globale.

"Mettere Dio all'angolo e lavarsene le mani non è un atteggiamento da cristiani": Papa Francesco, prima del Santo Natale, ci invita ad essere coerenti. Non partiamo dalle nostre capacità, ma dalla sua grazia, perché è Lui, Gesù, il Salvatore. Piuttosto "posiamo lo sguardo sul Bambino e lasciamoci avvolgere dalla sua tenerezza". Cominciamo noi. Questo è accogliere il dono della grazia. "Guardando a lui, impariamo che la gloria del Cielo, quella che dura per la vita eterna, non è fatta di ricchezze e potere, ma di amore e donazione di sé". Il suo nome è Gesù, che significa Dio salva.

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Ricomincerà alla Befana contro il Sassuolo a Marassi e poi la trasferta a Verona contro l'ex Juric. Ma ha accettato la sfida con entusiasmo e spirito di appartenenza.

"La storia cambia, la Chiesa cambia, noi cambiamo - ha concluso Bergoglio - quando cominciamo a non voler cambiare gli altri, ma noi stessi, facendo della nostra vita un dono".

Il 25 dicembre il Pontefice rivolge la sua benedizione al mondo con Urbi et orbi e invia un messaggio di pace e speranza. Accoglila e brillerà in te la luce del Natale.

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