Usa, attacco in casa di un rabbino con machete: 5 feriti

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I feriti sono tutti ebrei chassidisti e tra loro, ha riferito il co-fondatore dell'Orthodox Jewish Public Affairs Council, Yossi Gestetner, un figlio del rabbino.

Al momento dell'attacco, avvenuto poco prima delle 22.00 (le 4.00 in Italia) nell'abitazione del rabbino c'erano circa 100 persone, riunite per la settima giornata delle celebrazioni della festa Hanukkah.

È entrato con il volto coperto da una sciarpa e con un machete nella casa privata del rabino, Chaim Rottenberg, a Monsey, a 50 chilometri da New York, zona con una grande popolazione di ebrei ultra-ortodossi.

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Infine, il 6 gennaio alle 10 nella basilica di San Pietro il Papa celebrerà la Messa nella solennità dell'Epifania del Signore. Il 25 dicembre il Pontefice rivolge la sua benedizione al mondo con Urbi et orbi e invia un messaggio di pace e speranza.

"Stavo pregando per la mia vita", ha dichiarato al New York Times il testimone Aron Kohn, 65 anni, descrivendo il coltello usato dall'aggressore come "la dimensione di un manico di scopa".

L'episodio si inserisce in una serie di attacchi antisemitici che si sono verificati negli ultimi giorni a New York: incidenti che hanno fatto alzare la guardia e rafforzare i controlli di polizia nell'area di Brooklyn, quella più colpita. Sono in corso tutte le ricostruzioni del caso ma il bilancio è molto grave. Quello che è certo è che è stato un agguato efferato. Un altro è stato colpito in pieno petto, ed è la persona che al momento sarebbe nelle condizioni peggiori. Un'altra persona, invece, è rimasta lievemente ferita a un dito. "Abbiamo tolleranza zero nei confronti dell'antisemitismo a New York e considereremo l'aggressore responsabile nella misura massima consentita dalla legge". Così il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, commenta l'attacco. "Voglio essere chiaro: l'antisemitismo e l'intolleranza sono ripugnanti e abbiamo assolutamente tolleranza zero per tali atti di odio", ha aggiunto. L'antisemitismo non è solo un problema ebraico, e certamente non è solo un problema dello Stato di Israele. "Dobbiamo lavorare insieme per affrontare questo male, che sta rialzando la testa ed è una vera minaccia in tutto il mondo" ha concluso. "Continueremo a monitorare la situazione a Monsey". "Dopo gli attacchi dell'ultima settimana a Brooklyn e Manhattan spezza il cuore vedere ancora violenza. La comunità ebraica ha bisogno di maggiore protezione".

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