Saldi invernali 2020 a Milano: la data e i dettagli del periodo

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-E' buona norma provare in negozio i capi di abbigliamento che si intendono acquistare; non vi è obbligo in proposito ma meglio diffidare di negozi che negano la prova del capo.

I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ma tra SMS, telefonate ed email ai clienti, vendite a saldo e pre-saldi con sconti anche sino al 40%, la verità è che i saldi sono iniziati già da tempo.

Queste le date fissate dalla Regione, anche se il Comune può definire la scansione delle otto settimane, previo confronto con le componenti interessate a livello locale. Il via ufficiale ai prezzi scontati inizierà il 4 gennaio, con alcune variazioni come in Sicilia, Valle d'Aosta e Basilicata i saldi scatteranno subito dopo Capodanno. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: "solo outlet e boutique d'alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti".

Anche perché, come conferma la diciannovesima indagine Acri-Ipsos sul risparmio degli Italiani, la crisi economica è tutt'altro che alle spalle: "Oltre il 20% delle famiglie ha difficoltà ad affrontare una spesa imprevista - spiega il responsabile dell'Osservatorio Regionale sul Consumo di Federconsumatori Sicilia, Lillo Vizzini - e il clima di incertezza e paura del futuro continua ad attanagliare gli italiani". Purtroppo le fregature sono più ricorrenti di quanto si possa pensare con commercianti furbetti che giocano sui prezzi facendo apparire lucciole per lanterne.

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A giugno le cose potrebbero cambiare, soprattutto se i viola dovessero restare nuovamente fuori dalle competizioni europee. I bianconeri lo vorrebbero anche subito , il Parma spinge per tenere il giocatore di proprietà dell'Atalanta fino a giugno.

-Diffidare da vetrine coperte da manifesti che impediscono la vista della merce o di offerte con sconti esagerati, pari o superiori al 60%.

- I prodotti in saldo devono essere separati da quelli posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli).

La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite pos, quindi con carta di credito o bancomat.

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