Politica / M5S, fuori Paragone. Lui: "Sono stato espulso dal nulla"

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Un tradimento, una perdita pesante. "Come una pugnalata al cuore", dice il trevigiano Sergio Bonisiol, dell'Associazione Don Torta. Nonostante la foto del profilo sia quella utilizzata anche dall'account ufficiale di Alessandro Di Battista, il post non è stato scritto dalla pagina verificata dell'ex deputato del Movimento 5 Stelle. I 5 Stelle si sono molto defilati, anzi raggiungerli e parlare con loro oggi è quasi impossibile. "Niente male per un Movimento per la prima volta al governo, no?". L'espulsione di Paragone è un voltafaccia totale. "C'era una volta il 33 per cento e ora..."

Il problema è: Paragone è un rompicog**ni che dà fastidio, quindi è meglio espellerlo. Non è il partito che ha governato con Berlusconi? Ma ora, la condizione del leader, o di quello che ne rimane, dei grillini preoccupa e non poco gli alleati di Governo. A febbraio dello scorso anno Di Maio e Salvini a Vicenza pareva ci dessero il cuore, invece come si dice passata la festa, passato il santo. Ma a chi fa paura questo nuovo fenomeno, in crescita vertiginosa di consensi? "La preoccupazione prima era a mille, adesso a centomila".

Ciò non ha impedito allo stesso Gianluigi Paragone di ringraziare Alessandro Di Battista per il commento. Si profila un'altra crisi all'orizzonte?

Da tempo, inoltre, l'ormai ex esponente del M5s era critico contro quella che aveva definito una deriva del movimento 5 Stelle, dopo l'alleanza con il Pd. Avevamo la speranza che un presidente caparbio e coerente come Paragone potesse darci una mano concreta. Ebbene questo Paragone si appellerà all'ingiustizia arbitraria di questi uomini del nulla guidati da un altro qualcuno che è il nulla e che si arroga il diritto di espellermi. Il primo a rischiare non è il Movimento 5 Stelle che i sondaggi riservati danno intorno al 12%. Ugone non si sbilancia: "Non faccio commenti politici".

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In un secondo messaggio, infatti, il professore scrive: "E se Paragone fosse soltanto l'inizio di una serie di espulsioni?". Poi mi appellerò all'espulsione e a quel punto se la prenderanno comoda e io dovrò andare dal ministro della Giustizia Bonafede a dirgli che lui non è in grado di garantire tempi certi di giustizia neanche all'interno del Movimento. Non è il partito che deve 49 milioni di euro al popolo italiano?

Io lì dentro ci sono ancora.

"Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti altri".

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