Grom, Unilever chiude altre gelaterie

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Unilver, la multinazionale anglo-olandese, chiude le gelaterie Grom, acquisite nel 2015, e punta sulla grande distribuzione.

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Non è un caso che ieri il procuratore Eduardo Uram abbia fatto visita a Casa Milan per il punto della situazione. Verifiche che non hanno evidenziato alcun problema e hanno consentito al brasiliano di allenarsi regolarmente.

Vittima illustre la storica gelateria di via Cernaia, a Torino dove il marchio del gelato nato per iniziativa di Guido Martinetti e Federico Grom ha preso forma. Le saracinesche si sono abbassate o stanno per farlo su sette gelaterie del marchio, su un totale di 46 negozi (cui si sommano due chioschi all'interno dei supermercati Carrefour e dodici shop in shop): da Udine a Modena passando per Mestre, Alessandria, Varese e anche nella location originale in centro a Torino. Nel 2019 sono state quattro le chiusure e altre tre sono previste nel primo trimestre di quest'anno. "Definendo, quindi, una strategia multicanale a supporto del piano di crescita del brand". Ai dipendenti assunti a tempo indeterminato Unilever offrirà la possibilità di una ricollocazione in altre gelaterie. Tutto questo ha imposto un'analisi della rete di vendita che ha portato alla scelta di "chiudere alcuni negozi, mantenendo tuttavia il ruolo del retail come hub dell'esperienza e Dna di Grom: anche il gelato confezionato nasce dal desiderio di 'mettere la nostra gelateria in barattolo'". L'Italia è il primo mercato per Grom - sottolinea l'azienda - e continua a rimanere un paese strategico. "Un dato comprensivo di tutti i Paesi e tutti i canali".

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