L’Italia isola il Coronavirus allo Spallanzani: "Ora più facile trattarlo"

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Rimangono discrete le condizioni dei due turisti cinesi ricoverati all'Istituto spallanzani di Roma positivi al coronavirus. Sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale.

"Ora i dati saranno a disposizione della comunità internazionale - ha spiegato il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito -".

"Aver isolato il virus tempestivamente pone l'Italia in una posizione di vantaggio - ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito -, perché diventa un interlocutore incredibile".

Un passo importante in avanti dunque per conoscere ed individuare una cura ad un virus che sta spaventando il mondo da quando ha fatto la sua comparsa a Wuhan, in Cina, contagiando migliaia di persone e mostrando subito una elevata contagiosità, portando in pochi giorni a misure d'emergenza per contrastare la pandemia.

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Lo Spallanzani si corregge: il virus era stato già isolato in Cina, Australia, Giappone, Usa e Francia.

Sarà anche più semplice "studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino".

L'Italia è il primo Paese in Europa a essere riuscito a isolare il nuovo Coronavirus. "Questo risultato significa avere molte più chance di capire, di studiare, siamo molto orgogliosi che il nostro Paese abbia raggiunto questo obiettivo". A capo del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani c'è la dottoressa Maria Rosaria Capobianchi: 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora allo Spallanzani e ha dato un contributo fondamentale nell'allestimento e coordinamento della risposta di laboratorio alle emergenze infettivologiche in ambito nazionale, nel contesto del riconoscimento dell'istituto quale centro di riferimento nazionale. È il risultato ottenuto dai virologi a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia. "Inoltre avere un virus in coltura permette di provare farmaci in vitro - conclude la virologa dello Spallanzani - e studi di patogenesi, sui meccanismi di replicazione, i rapporti tra il virus e la cellula ospite e i casi di infezioni primarie e secondarie".

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