Telemarketing, sanzione Tim monito per tutte le aziende del settore: ecco perché

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A tanto ammonta la sanzione comminata dal garante della privacy a Tim per violazione di dati di milioni di persone e uso improprio di essi per attività di telemarketing selvaggio.

Oltre alla sanzione, l'Autorità ha imposto a Tim 20 misure correttive, tra divieti e prescrizioni.

Come riporta l'autorità, TIM avrebbe continuato a chiamare gli utenti nonostante alcuni di questi avessero espresso esplicitamente la volontà di non essere contattati. Sono inoltre state riscontrate irregolarità anche relativamente all'offerta di concorsi a premi e nei moduli per gli utenti.

Nell'arco di circa due anni (dal gennaio 2017, sino ai primi mesi del 2019) il garante ha reso noto di aver ricevuto centinaia di segnalazioni relative alla ricezione di chiamate promozionali indesiderate, effettuate non solo senza consenso al trattamento dei dati personali, ma anche malgrado l'iscrizione nel Registro pubblico delle opposizioni.

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"Tra i milioni di telefonate promozionali effettuate in sei mesi nei confronti di "non clienti" l'Autorità ha accertato che le società di call center incaricate da Tim hanno, in molti casi, contattato gli interessati senza il loro consenso", prosegue la nota. Infine, il Garante ha evidenziato come l'operatore non abbia controllato a dovere l'operato dei suoi call center e la gestione delle black List con i numeri che hanno espresso la volontà di non essere contattati e abbia obbligato il consenso a fini promozionali per aderire al programma TIM Party.

Emergono inoltre illeciti ulteriori per quanto riguarda l'assenza di controllo sull'operato di alcuni call center da parte di TIM, la mancata fornitura di informazioni corrette e trasparenti sul trattamento dei dati su alcune app destinate ai clienti, errori nella gestione dei data breach e delle black list (persone che non desiderano ricevere contatti a scopo pubblicitario), fra le altre cose. E in alcuni casi "è stata utilizzata modulistica cartacea con richiesta di un unico consenso per diverse finalità, inclusa quella di marketing".

E ancora: Tim dovrà anche verificare la procedura per l'attivazione di tutte le app, specificare sempre, con linguaggio chiaro e comprensibile, i trattamenti svolti con l'indicazione delle finalità perseguite e delle modalità di trattamento utilizzate, nonché acquisire un valido consenso. "Il decreto di attuazione del GDPR ha infatti inserito accanto alle sanzioni pecuniarie ed ai correttivi, adottati dal Garante nel caso Tim, anche specifiche sanzioni penali con pene estremamente elevate".

27,8 milioni di euro per violazioni ripetute e protratte nel tempo delle norme sulla tutela dei dati personali.

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