Virus, muore in strada a Wuhan: nessuno si avvicina per paura

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Un'immagine che cattura la realtà agghiacciante dell'emergenza coronavirus nella città cinese di Wuhan, focolaio dell'epidemia: un uomo dai capelli grigi, che indossa una mascherina, giace morto sul marciapiede, una borsa della spesa di plastica in una mano e nessuno che per diversi minuti osa avvicinarsi per paura del contagio.

Le autorità hanno disposto la chiusura delle strade di collegamento per Wuhan e le città vicine realizzando un blocco di oltre quaranta milioni di persone che non ha precedenti nella storia. La struttura è stata consegnata ai medici militari cinesi che stanno fronteggiando l'epidemia. "Quando le cose si saranno calmate tornerò in Italia". Nella storia la quarantena e i cordoni sanitari sono stati spesso considerati dagli attivisti per i diritti civili misure crudeli in quanto ritengono disumano intrappolare le persone e costringerle all'isolamento all'interno di un'area infetta. "Siamo rimasti solo con 60 pezzi - racconta la titolare di una farmacia romana - le richieste di mascherine da noi sono continue: da mille fino a 5mila al giorno".

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Nel suo salotto pomeridiano, Barbara d'Urso ha spiegato che tra i due ci sarebbe stata una conoscenza molto ravvicinata . Eravamo chiusi lì dentro con la mia famiglia e noi bambine dovevamo essere brave per meritarci la cittadinanza .

Sarebbe infatti particolarmente difficoltosa la sorveglianza sanitaria quotidiana con i controlli delle Asl a domicilio.

Il ministero della Salute ha fatto sapere che gli eventuali pazienti a cui dovesse essere diagnosticato il virus 2019-nCoV saranno ricoverati nel reparto di malattie infettive dell'ospedale della regione dove si trovano. "Ci hanno detto che rimarremo a Cecchignola almeno quindici giorni", ha dichiarato uno degli italiani che torneranno lunedì da Wuhan.

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