Francesca, molisana e precaria: ha isolato il Coronavirus in Italia

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Mentre il Mondo è colpito dall'emergenza (e dalla psicosi) del coronavirus che sta generando vittime e problemi soprattutto in Cina, da cui è partita l'epidemia, ma che sta facendo registrare casi di contagio anche in Europa, in Italia il virus è stato isolato presso l'Istituto Spallanzani di Roma e in questo importante risultato c'è una mano molisana. Nei prossimi giorni arriverà anche l'encomio solenne dall'Ordine dei Biologi.

A capo del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani c'è proprio la dottoressa Maria Rosaria Capobianchi: 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora allo Spallanzani e ha dato un contributo fondamentale nel coordinamento delle emergenze infettivologiche in ambito nazionale.

Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti ("detta 'mani d'oro', ha raccontato il direttore dell'Istituto Giuseppe Ippolito), classe 1963, specializzata in microbiologia e virologia".

Francesca Colavita è una ricercatrice precaria del team al femminile che ha isolato il coronavirus all'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. "Ha vinto il team, non il singolo" ha commentato Castilletti.

Coronavirus: 361 vittime, più della Sars. Cina: "Servono tute e mascherine"
Altri 13 pazienti sono stati isolati e dimessi dopo il risultato negativo dei test per la ricerca del nuovo coronavirus . Inoltre è stato stabilito che da lunedì al via ai rimpatri da e per la Cina .

I primi 87 cittadini britannici che sono tornati da Wuhan sono attualmente in una struttura dell'Arrowe Park Hospital, vicino Liverpool, dove, riporta la bbc, sono sottoposti ad un 'isolamento vigilato'. Storie normali, di chi ha deciso di vivere tra le provette di un laboratorio.

"Finora avevamo dati incompleti, ossia sulla base di dati teorici, sul disegno del genoma del virus - dice la virologa campana sul coronavirus - Hanno funzionato bene, come hanno dimostrato i controlli disegnati sempre in silico". "La soluzione più semplice sarebbe stata una caserma in disuso", ha spiegato al sito Marc Ziltman, ufficiale della Croce Rossa sul posto, "ma le autorità hanno optato per rendere il soggiorno il più confortevole possibile". Niente affatto. I prossimi passaggi dopo l'isolamento del virus sono altrettanto delicati e determinanti per le cure di chi ne è affetto. "Ora sarà messo a disposizione della comunità internazionale e di tutti gli organismi che stanno lavorando‎". "Spero sia così - ha confessato Francesca -, ma questo è un settore in cui si lavora per passione". Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell'influenza suina, della chikungunya, e con i miei colleghi siamo stati spesso in Africa.

"Aver isolato il virus è un passo indispensabile per fare tutto quello che ho detto compreso il vaccino".

Che cosa accomuna le tre biologhe dello Spallanzani di Roma?

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