In Svizzera l’omofobia sarà punita come il razzismo

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La legge svizzera ha già ufficialmente riconosciuto come reato discriminazione basata su colore della pelle, religione e etnia.

"Il 9 febbraio 2020 i cittadini svizzeri hanno votato sulla modifica del Codice penale e del Codice penale militare che mira a vietare la discriminazione basata sull'orientamento sessuale".

Più del 63% ha approvato la legge con il sì da parte dei votanti.

Questa Legge è stata approvata dal Consiglio Nazionale il 3 dicembre del 2018 purtroppo, però non estende l'Art.

Una norma contestata da conservatori e populisti, che parlano di "censura" e di "attentato alla libertà di espressione e di coscienza", temendo che la nuova legge possa diventare una scusante per sentenze motivate politicamente. Il testo in votazione era appoggiato dal governo e dalla maggioranza dei partiti.

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Se avesse ritenuto valida la canzone, Amadeus l'avrebbe dovuta farla passare alle fasi finali, cosa che non è stata. C'è anche la standing ovation, bravi". "Sembri Montezemolo biondo", lo prende in giro Fiorello .

"Oggi non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali ad essere rafforzati, ma quelli di tutte le minoranze", ha commentato la co-presidente dell'Organizzazione svizzera delle lesbiche, Salome Zimmermann, citata dall'agenzia di stampa svizzera Keystone-Ats. "Continueremo a difendere i valori cristiani", ha dichiarato il presidente dell'Udf, Hans Moser. Il suo partito porterà comunque avanti la battaglia contro il "matrimonio per tutti" e contro l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

Verranno punite, nel dettaglio, la discriminazione in base all'orientamento sessuale e qualsiasi atteggiamento di incitamento all'odio a parole, per iscritto, immagini o gesti. "L'odio e la discriminazione non hanno più posto nel nostro Paese".

La stessa non è applicabile tra gruppo di amici o in ambito familiare.

Resta comunque, per i ristoranti, alberghi e per tutti i luoghi pubblici, il divieto di rifiutare l'accesso di persone in relazione al loro orientamento sessuale. A Zurigo, invece, i favorevoli erano il 63,5%.

Nata a Viterbo nel 1992. Per TPI si occupa delle sezioni News e Inchieste, sempre con una telecamera in mano.

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