Venezia: Carlo Verdone in visita al Museo M9

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In "Si vive una volta sola" le donne sono utilizzate solo in accezione sessuale; tra corna, tradimenti periodici, culi in primo piano, trombate occasionali, “famolo strano” o “vabbè te la do”, la donna sembra non partecipare agli eventi ma star lì solo come occasione per parlare di sesso.

Carlo Verdone: Il cinema italiano ha ritrovato l'affetto del pubblico, e questo è un bene per tutti.

I protagonisti del nuovo film di Carlo Verdone, Si vive una volta sola, sono quattro chirurghi.

Il Giudice Sportivo dopo la quinta giornata di ritorno
Il Giudice Sportivo di Serie A , Gerardo Mastrandrea , ha emesso il comunicato ufficiale con le decisioni scaturite in seguito la 24^ giornata di campionato, quinta del girone di ritorno.

Ieri al "The Space", un noto cinema napoletano, si proiettava la nuova commedia prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis che si chiama "Si Vive una volta sola": a questa première, il patron azzurro ha invitato tutta la squadra e tutto lo staff tecnico. Quattro amici medici costruiscono la loro amicizia di una vita sullo scherzo e l'ironia, ma qualcosa va storto: Amedeo (Rocco Papaleo), il piu' vessato dei quattro, decide di cambiare abitudini e dice basta agli scherzi. Ce la faranno a vuotare il sacco e ad accompagnare il chirurgo in questa - ultima - fase delicata di vita? Così una normalissima vacanza in Puglia si trasforma nella confessione reciproca delle proprie mancanze e la reiterata consapevolezza d'essere fondamentalmente un quartetto fragile in balia dei rimpianti. Fino ai tempi di "Gallo Cedrone" esistevano dei tipi facilmente riconoscibili: l'hippy, l'impiegato, il coatto e così via. Manca poi una predisposizione alla leggerezza e. di conseguenza, è anche più difficile far ridere. Ipocondriaco e grande esperto di medicina, Verdone non si lascia sfuggire una breve parentesi sul Coronavirus: "E' un problema grandissimo". Presenti con lui nell'Auditorium di M9 - Museo del '900 di Mestre gli attori Anna Foglietta e Rocco Papaleo. Divertente il siparietto con Rocco Papaleo.

Il suo personaggio, Umberto, è un giocherellone, ma Carlo Verdone è un po' che ha smesso di fare scherzi: "Io una volta tornavo dal teatro dell'opera, chiamai mio figlio che giocava a pallone a valle Aurelia". Ha sempre chiaro il quadro della situazione, è una grande guida e gli voglio molto bene. Però inciampa male, per colpa e non per caso, per disattenzione nella preparazione di un film, forse obbligato, che parte dalla sceneggiatura scritta con Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, non uno ma dieci passi indietro rispetto a quella del precedente “Benedetta Follia”. Spero che possa capitare un soggetto in cui inserire questa splendida Regione. La chiusura è tutta per Venezia: "E' la città dove è nata la commedia all'italiana - spiega Verdone - e il merito è tutto di Carlo Goldoni. Nkn si può dire che non abbiamo costruito un'amalgama, ma il grazie più grande va a Carlo". I dottori parlano tra loro di cose normali come della Roma o di dove andare a cena non me lo aspettavo proprio.

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