Iran:operazioni voto prolungate di 2 ore

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Da questa mattina alle 08:00 (ora locale), i seggi elettorali in Iran hanno aperto le porte per eleggere i 290 legislatori dell'11a Assemblea consultiva islamica.

Nella capitale Teheran, in cui risiede un quinto degli 83 milioni di iraniani, è lontano il clima di entusiasmo in cui si erano svolte le legislative del 2016 o le presidenziali del 2017, che avevano consegnato a Hassan Rouhani la guida del governo, sull'onda delle speranze di aperture e progresso portate dalla firma dell'accordo sul nucleare.Primo a votare tra tutti gli alti funzionari, in un seggio blindato all'interno del compound governativo nella zona Pastor di Teheran, Khamenei ha ribadito l'appello a recarsi presto e in massa al voto, definendolo un "dovere religioso". Dei 290 parlamentari, 285 sono eletti direttamente, mentre gli altri 5 seggi sono riservati a minoranze etniche e religiose.

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Lì - ha detto ancora Gallera - è rimasto alcune ore e poi è stato rimandato a casa, quindi è peggiorato ed è stato ricoverato. Le date di contatto tra i paziente zero e il 38enne sono più momenti in febbraio: Ristorante, attività sportive, ecc.

Insomma questo regime innaturale e fasullo intende, come altre dittature, costruire l'uomo nuovo; peccato che quest'uomo nuovo è qualche cosa che è già esistito nelle caverne. Si parla di 750 casi sospetti di Covid-19 e soprattutto del pericolo che l'epidemia "si sia già diffusa in tutte le città dell'Iran", come sottolineato dal Comitato nazionale per le malattie infettive del ministero della Salute. Dall'altro perché, vista la vittoria quasi certa dei conservatori, i riformisti stanno pensando di non recarsi alle urne e scegliere quindi la strada del boicottaggio di un voto considerato pilotato. Il Consiglio dei Guardiani, l'organismo che vaglia le candidature e che ha lasciato fuori dalla corsa elettorale oltre 7mila aspiranti candidati, aveva previsto un'affluenza di almeno il 50%. Tra le motivazioni addotte dal Consiglio, ci sono accuse di frode o appropriazione indebita. Le parole di Rouhani, il poliziotto buono secondo le percezioni delle cancellerie occidentali, che parlava in occasione dell'anniversario della caduta del regime monarchico l'11 febbraio, si scagliavano contro il polizotto cattivo, Khamenei, e lo avvertivano del rischio che le elezioni farsa "possano provocare pericolose proteste di piazza", così come capitò allo Shah nel 1979, decretando la fine di tutti. E' importante avere competizione e diverse voci rappresentate. Sono stati esclusi dalla tornata anche una ottantina di deputati dell'attuale legislatura.

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