Coronavirus in Italia, Burioni: "Niente panico, ma quarantena rigorosa"

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La sua "minore gravità" rispetto, per esempio, alla Sars è un'arma a doppio taglio: meno rischio di morte per il singolo, ma, allo stesso tempo, maggior rischio di trasmissione.

Il virologo Roberto Burioni, commentando le parole della direttrice dell'ospedale Sacco, ha dichiarato che il Coronavirus non può essere definito "poco più di un'influenza". Per ogni paziente, si legge su MedicalFacts, "è stata rilevata la quantità di virus (in gergo si parla di carica virale) presente nel naso e nella gola, in vari giorni successivi alla prima comparsa dei sintomi. Chi ci attacca o non è bene informato, o è in malafede o è un fascioleghista".

L'opinione pubblica ha il compito di informare e quindi dichiarare il quanti sono ora per ora i casi di contagio, in costante aumento. Il primo tampone, positivo, è stato inviato allo Spallanzani di Roma. "Se deve essere- specifica- che sia una misura nazionale, sennò siamo punto e a capo considerata anche la grande mobilità della comunità cinese, che si sposta in modo rapido per affari".

"In questo preciso momento il conteggio dei casi di nuovo coronavirus nel sito dell'Istituto Superiore di Sanità è fermo a quattro".

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Io avevo 4 anni, mio fratello era più grande di 3 anni e mezzo e i gemelli erano più piccoli di 3 anni e mezzo. Sono diventata maggiorenne a 12 anni.

"In questa situazione tutti gli italiani devono fare la loro parte: i cittadini sottoposti a quarantena devono rispettarla per il loro bene e per il bene di tutti".

Per quanto riguarda la disponibilità delle persone che rientreranno a collaborare ha detto: "Non c'è alcun motivo per ritenere che non collaboreranno". Una persona che è tornata dalla Cina sana, ma era in periodo di incubazione è andata a cena con un italiano e l'ha infettato, l'italiano ne ha infettati altri due.

Sono ore complesse da gestire, sia per i sanitari e le autorità al lavoro sia per i nervi delle persone coinvolte o vicine ai nuovi focolai del Coronavirus in Lombardia.

"Proprio così: niente sintomi, visite mediche superate alla grande, ma presenza del virus". Il virologo non disdegna frequenti apparizioni televisive per mettere in guardia circa la pericolosità della diffusione del COVID-19, sui metodi migliori da adottare per cercare di evitare il contagio, ma anche su quello che la Politica dovrebbe fare in questi momenti drammatici per il Paese.

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