Coronavirus, scuole chiuse fino a metà marzo

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A dirlo è stato il Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, al termine di una riunione che il 4 marzo si è tenuta a Palazzo Chigi tra il Premier Conte e tutta la squadra dei ministri, sulle misure da prendere affrontare l'emergenza dettata dalla diffusione del Coronavirus. Così il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, componente del Comitato tecnico-scientifico sull'emergenza coronavirus, in conferenza stampa alla Protezione civile. Conte ha bollato il tutto come una "improvvida fuga di notizie mentre ancora si attendeva il parere del comitato scientifico". "Suppongo che dietro la decisione ci sia anche la necessità di uniformare il percorso delle chiusure degli istituti, altrimenti avremmo una parte di studenti che ha perso settimane di lezione e un'altra che invece ha proseguito il percorso".

Il governo ha deciso la chiusura "in via prudenziale" di scuole e università in tutta Italia dal 5 al 15 marzo.

"In queste ore c'è stata una valutazione in corso sulla possibilità di chiudere o meno le scuole - ha detto il ministro -". La Serie A quindi potrebbe ripartire già dal prossimo weekend, ma senza pubblico per almeno un mese.

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Sull'impatto economico: "Gli effetti economici delle azioni devono essere messi in secondo piano". La salute pubblica è fondamentale e la nostra posizione è stata chiara fin da subito.

Porte sbarrate anche per le Università.

"E' una decisione di impatto, spero che gli alunni tornino al più presto a scuola". È quanto avrebbe riferito nelle riunioni con i capi delegazione della maggioranza e i capigruppo di tutti i partiti tenutesi ieri il premier Giuseppe Conte. La misura dovrebbe essere presa con un decreto in vigore da oggi, del quale circola una bozza. La misura riguarda infatti anche gli Atenei. Si va verso una stretta dei provvedimenti, un giro di vite valido per tutti gli italiani, dunque sull'intero territorio nazionale.

Da qui le contromisure che il Governo sta adottando e continuerà ad adottare nei prossimi giorni, se necessario, per contenere l'epidemia e non mandare in tilt il sistema sanitario delle regioni.

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