Coronavirus, Iss: "Solo 1,2% deceduti non aveva altre patologie"

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L'età media dei pazienti deceduti e positivi al coronavirus è 78,5 anni, e resta alto il numero delle vittime che hanno una o più patologie preesistenti.

Al 20 marzo sono trentasei i pazienti deceduti positivi al Covid-19 di età inferiore ai 50 anni.

Il report registra 17 morti di età inferiore ai 50 anni, di questi cinque avevano meno di 40 anni: erano tutti di sesso maschile, tra i 31 e i 39 anni, con gravi patologie pre-esistenti (cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità).

Paulo Dybala positivo al Covid-19
Paulo Dybala in una diretta su Instagram , ha raccontato come sta vivendo il suo periodo di isolamento. A darne comunicazione è lo stesso giocatore argentino della Juventus sui suoi profili social.

Le complicanze legate al virus - L'insufficienza respiratoria risulta la complicanza più comunemente osservata in questo campione (con il 97,2% dei casi), seguita dal danno acuto ai reni (27,8%), dai danni cardiologici (10,8%) e da sovrainfezione (10,2%).

Sono 8 i giorni che intercorrono, in media, dall'insorgenza dei sintomi al decesso. Il tempo "intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 1 giorno più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (5 giorni contro 4 giorni)". In particolare, sono 4 dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale e altri 4 dal ricovero in ospedale al decesso.

Le terapie utilizzate - L'Iss descrive poi le terapie somministrate nei pazienti positivi e deceduti durante il ricovero: la terapia antibiotica è stata quella più utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), più raramente quella steroidea (27%). "Il comune utilizzo di terapia antibiotica - si legge nel documento - può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con l'inizio di una terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di Covid-19".

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