Gabbiadini: "Coronavirus? Non ci credevo, stavo bene. Bisogna stare attenti"

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La Gazzetta dello Sport fa il punto sulle condizioni delle squadre colpite dal coronavirus in Italia, partendo dalla Juventus, che ha riportato il primo caso dieci giorni fa con Rugani, al quale si è poi aggiunto Matuidi; la Sampdoria conta otto contagi tra le proprie fila: La Gumina, Gabbiadini, Colley, Depaoli, Thorsby, Ekdal, Barreto, Bereszynski. "Ho sentito un po' di febbre la sera di martedì 10, ma non ho pensato al virus". Il dottore è venuto a farlo, ma già giovedì stavo benissimo e mi era passata la febbre. Ho capito che ci sono tanti positivi che nemmeno lo sanno e allora la battaglia si vince solo in un modo: "rispettando le direttive e restando a casa". Se avessi aspettato qualche ora magari non avrei fatto il tampone e, comprando la frutta, avrei contagiato un vecchio signore: questo pensiero mi tormenta e mi ha fatto riflettere molto. Non ho competenze politiche e sanitarie, ma probabilmente chiudere tutto per 15 giorni sarebbe stato giusto. Facciamo la spesa on line e se abbiamo bisogno di qualcosa ci portano tutto a casa, compresi i farmaci.

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Siamo estremamente grati per il vostro sostegno e per la vostra comprensione. "Auguriamo il meglio a voi e alle vostre famiglie". Non abbiamo a oggi risposte precise, visto che la situazione è ancora in continuo divenire.

"Devo fare obbligatoriamente 14 giorni di quarantena e poi, prima di uscire, dovrò seguire le indicazioni ed eventuali controlli in base a quello che mi dirà il dottore". "Così chiamai Baldari che mi fece il tampone". Lo stop del campionato? "Siamo tutti in contatto via chat e sappiamo che quando riprenderemo a giocare dovremo dare il massimo per raggiungere il nostro obiettivo". Poi c'è la Fiorentina, con Vlahovic, Pezzella e Cutrone, mentre al Verona si è ammalato Zaccagni. "Sono preoccupato per loro e per tutti i bergamaschi". Davvero non esce nessuno, aprono le finestre e sentono solo ambulanze. I miei genitori stanno bene, sono chiusi in casa, non si muovono. "Penso ogni giorno ai medici che lavorano in ospedale, è una situazione pesante e pericolosa".

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