Coronavirus, la Republica Ceca sequestra le mascherine italiane

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Lo ha denunciato il GR1: siamo venuti a conoscenza della verità solo alle informazioni fornite da un ricercatore ceco, Lukas Lev Cervinka.

Erano messaggi da parte delle autorità di Pechino che indicavano quei prodotti come aiuti inviati all'Italia come sostegno ed incoraggiamento. La versione ufficiale all'inizio comunicava che si trattava di mascherine e respiratori confiscati a imprese ceche criminali che volevano venderle a costi nettamente maggiori sul mercato.

La polizia, nel dettaglio, ha sequestrato 680 mila mascherine e 28 mila respiratori. Ma poi è emerso che tra gli scatoloni sequestrati dalla polizia ce n'erano alcuni con sopra stampate le bandiere di Cina e Italia, così come alcune scritte in mandarino e in italiano con cui le autorità di Pechino mandavano i loro incoraggiamenti a Roma.

"Il ministero della Salute ceco è stato contattato", continua Lukas Lev Cervinka, "e ha insistito nella versione ufficiale, ripetendo la menzogna del sequestro di materiale destinato a vendite illegale".

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Si vede un quartiere di Tokyo , Ikebukuro, molto disteso, pieno di gente che passeggia tranquillamente per le strade. Che il farmaco ad oggi non è autorizzato , né in Europa né negli Stati Uniti.

Una parte del materiale sanitario sequestrato nei giorni scorsi in un deposito a Lovosice, nel nord-ovest della Repubblica ceca, era destinato dalla Croce rossa cinese all'Italia. Oggi il ministro dell'Interno ceco, Jan Hamacek, ha ammesso che parte del materiale sequestrato era destinato al nostro Paese, un aiuto partito dalla città di Qingtian nella provincia Zhejiang: "I doganieri hanno sequestrato centinaia di migliaia di mascherine. Aggiungendo in termini generici che l´Italia non avrebbe perso nulla". "Al momento manca ancora un´ammissione ufficiale e chiara di colpa del governo (guidato dal premier-tycoon antimigranti autocratico e populista Andrej Babis, ndr), manca anche a quanto mi risulta ogni scusa ufficiale all´Italia".

"Nei tweet si dice che il governo si sarebbe accorto solo dopo del presunto errore, e adesso sarebbe in contatto con Italia e Cina per tentare di risolvere il problema". Il materiale confiscato dalle autorità ceche infatti "resterà di fatto nella Repubblica ceca perché è stato già distribuito agli ospedali nazionali mobilitati per affrontare il Coronavirus e registrato nei loro inventari".

L'assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato, fa sapere che alla dogana in Polonia sono state sottratte "oltre 23 mila mascherine FFP2 acquistate dalla Regione Lazio.".

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