È morto Alberto Arbasino: addio ad uno storico scrittore e giornalista

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Legato alla neoavanguardia e al Gruppo 63, Arbasino ha sempre messo in risalto il provincialismo di una certa cultura predominante all'epoca e i "maestri" ad essa legati, come dimostrano anche le sue collaborazioni e recensioni di mostre e spettacoli in tutta Europa.

È morto Alberto Arbasino: addio ad uno storico scrittore e giornalista che è stato tra i protagonisti assoluti del Gruppo 63. Lo riferisce in questi istanti la redazione dell'Ansa', secondo cui Arbasino sarebbe morto al termine di una lunga malattia. Nato a Voghera nel 1930 - la frase "casalinga di Voghera" è stata attribuita a lui - aveva compiuto 90 anni il 22 gennaio. Per i suoi 80 anni gli era stata dedicata, nel 2010, un'edizione critica nei Meridiani Mondadori.

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In particolare, sono 4 dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale e altri 4 dal ricovero in ospedale al decesso. Al 20 marzo sono trentasei i pazienti deceduti positivi al Covid-19 di età inferiore ai 50 anni.

Lo sguardo sul mondo intellettuale Fedele a quell'invito, Arbasino ha sempre vissuto una vita cosmopolita, frequentando il mondo intellettuale internazionale, i teatri, le sale da concerto e anche i salotti più importanti. Nel comunicare la notizia, la famiglia ha spiegato che Arbasino si è spento "serenamente". La sua vena ironica le esalta e al tempo stesso le mimetizza, facendosi lente d'ingrandimento per un'osservazione che non sia superficiale e mostri in trasparenza un senso del tragico. Sia i testi giornalistici che quelli più narrativi, a cominciare dal celebre (e per certi versi anche generazionale) "Fratelli d'Italia". Scrittore prolifico, ha raccontato l'Italia e gli italiani con una prospettiva e una visuale anticonformista. Nel 1960 era uscito a puntate su Il Mondo "La bella di Lodi", che l'anno successivo fu adattato per il cinema insieme a Mario Missiroli. "Mi considero piuttosto uno scrittore espressionista: l'espressionismo non rifugge dall'effetto violentemente sgradevole, mentre il barocco lo fa".

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