Coronavirus, cartelli choc a Cagliari per tenere la gente in casa

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Che avrei ricevuto degli insulti. Il primo cittadino Paolo Truzzu ha scelto una via molto estrema per sensibilizzare i suoi concittadini a non usciere di casa per motivi futili, avviando una campagna a suon di cartelloni affissi in giro per la città che raccontano storie reali che provengono da tutta Italia.

"Mi spiace ma questa è la realtà". Quando l'agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato. "Qualche sepolcro imbiancato, qualche vecchia gloria con il ditino sempre puntato, acide commentatrici, confusi giovanotti con uno strano concetto di democrazia",. Oppure, quello più incisivo: "Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare". L'apertura di fascicoli giudiziari, l'arrivo di militari della sanità a Sassari e la nomina del commissario dell'AOU a Sassari indicano, da un lato, la necessità di fare chiarezza, dall'altro che sono in atto correttivi che si spera siano efficaci. Le mascherine sono del tipo Ffp2 che, assieme alle Ff1 e Ffp3, sono considerate tra le più efficaci (ma anche le più introvabili).

Coronavirus minaccia esistenziale per i club
Al momento la società non si è pronunciata in via ufficiale , ma potrebbe restare fedele a una delle idee sbandierate negli ultimi anni dal club: se dovesse mai arrivare la vittoria, dovrà essere conquistata sul campo.

Perché con una fattura saldata di lavori già anticipati si può vivere e andare avanti. Cagliaritani che nella maggior parte si comportano con correttezza. Senza nessun intento di criminalizzazione dei cagliaritani, come qualcuno, dedito più alla propaganda e alla mistificazione, ha voluto far credere.

E, infatti, la reazione del centro-sinistra non si è fatta attendere, scatenando sui social un acceso dibattito tra chi è favorevole e chi invece si oppone fermamente all'iniziativa; chi è contrario scrive: "Chiediamo che il sindaco faccia rimuovere immediatamente i manifesti e si faccia promotore di una campagna informativa istituzionale semplice e diretta". Ma il problema sono gli altri che rischiano di vanificare il lavoro di tutti. "E vedendo i flussi di traffico vi dico che non sono così pochi - conclude Truzzu - quelli che si muovono senza giustificazione". E allora mi faccio una domanda: "se non siamo disposti ad affrontare una rinuncia in momento come questo, quando mai dovremo farlo?".

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