Muore a 72 anni Ezio Vendrame, il George Best italiano

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Nato in Friuli Venezia-Giulia nel 1947, la vita di Ezio Vendrame è stata divisa in due parti. Con il suo "Se mi mandi in tribuna, godo" Ezio Vendrame aveva chiuso quel capitolo della storia del calcio fatto di inventiva, passione e "voglia di morire per eccesso di maglia addosso". L'allora presidente della Juve Boniperti lo paragonò a Kempes per capigliatura e modo di stare in campo; altri, per quella sua eccentricità da artista lo paragonavano a uno che, come lui, 'pennellava sul campo' ma per il quale il calcio non era tutto: Gigi Meroni, farfalla granata caduta troppo presto.

Papa Francesco: "Svegliati Signore, non lasciarci in balia della tempesta"
Stiamo sperimentando la preghiera di Gesu': "essere una sola cosa". Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. E che cosa fa? Ripeti ancora: 'Voi non abbiate paura'.

E tutti si ricordano anche il Padova-Cremonese quando Vendrame ha superato tutti i compagni di squadra, compreso il portiere, e poi davanti alla porta ha ricominciato l'azione. Ezio esordì in serie A nell'estate 1971 con il Lanerossi Vicenza dove per tre anni diventò l'idolo assoluto dei tifosi. Nella stagione 1978-79 contribuì anche alla promozione del Pordenone in serie C2. Vendrame era questo e molto altro. E' stato un grande protagonista nel mondo del pallone, considerato come il 'genio del calcio' e protagonista di episodi bizzarri durante la carriera come raccontato dallo stesso ex calciatore in alcuni libri. Nel 2005 la sua partecipazione da opinionista al Festival di Sanremo ricordata anche per un attacco a Gigi D'Alessio.

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